Reo confesso 32enne responsabile della crudeltà al pony

Reo confesso 32enne responsabile della crudeltà al pony

E’ un 32enne di Acate colui che ha attaccato il pony alla sua auto, trascinandolo a tutta velocità per chilometri fino al causarne la morte, lenta e atroce, a causa delle ferite e delle fratture riportate. Sono stati i carabinieri ad individuare il soggetto, che, come previsto dalla legge, se l’è cavata a buon mercato con una denuncia per furto aggravato e maltrattamento di animali. Il 32enne aveva rubato l’animale ad un anziano del luogo, ma, nel maldestro tentativo di portarselo via attaccato alla sua auto, ha finito col ferirlo mortalmente dopo 5 chilometri di indicibili sevizie per il povero animale, abbandonandolo alla fine sul ciglio della strada della provinciale 1, in aperta campagna, agonizzante e in una pozza di sangue. I militari dell’Arma erano risaliti all’autore di tale crudeltà grazie alla visione delle immagini registrate da alcune videocamere di sorveglianza installate lungo il tragitto. Alla luce degli elementi indiziari raccolti dai carabinieri, il 32enne, durante l’interrogatorio, ha ammesso le proprie responsabilità. I carabinieri nel corso degli ulteriori approfondimenti investigativi, al fine di conoscere il movente che aveva spinto il soggetto a compiere il furto, hanno anche raccolto ulteriori elementi indiziari a carico di un’altra persona che avrebbe ostacolato l’individuazione dell’autore del reato. Questo secondo soggetto è stato denunciato per favoreggiamento personale. L’animale, trovato in fin di vita da Riccardo Zingaro dell’Oipa, era stato alla fine abbattuto per evitargli ulteriori sofferenze. Intanto proprio l’Oipa ha reso noto che si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario. «Ringraziamo i Carabinieri per le accurate indagini svolte in così poco tempo grazie anche al supporto del nostro delegato a Ragusa Riccardo Zingaro – commenta il presidente dell’Oipa Massimo Comparotto – e speriamo che il processo si concluda rapidamente con una condanna esemplare, avendo il 32enne ammesso le proprie responsabilità, e comunque noi saremo in aula come parte civile». L’Oipa torna dunque a ribadire la necessità di un inasprimento delle pene per i reati di cui siano vittime gli animali anzitutto per l’esigenza di una loro piena tutela, ma anche perché studi scientifici attestano la correlazione tra la crudeltà sugli animali e la più generale pericolosità sociale di chi la commette.