Imputazione coatta per la madre del piccolo Vittorio Fortunato

Imputazione coatta per la madre naturale di Vittorio Fortunato, il neonato di cui fu inscenato il ritrovamento al quartiere Pianetti a Ragusa, in via Saragat, lo scorso novembre. Era stato il padre naturale del bimbo a lasciarlo lì, facendo poi finta di averlo scoperto per caso, dopo averne sentito i gemiti. L’imputazione coatta a carico della madre del piccolo è stata decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa. La donna era stata indagata per concorso in abbandono di minore. L’imputazione coatta viene disposta quando il gip ritiene che dalle indagini emergano elementi a carico dell’indagato tali da sostenere un’accusa in giudizio. In tal caso emette una ordinanza con cui impone alla pubblica accusa di formulare entro 10 giorni un’imputazione. Lo scorso 15 luglio i giudici del tribunale di Catania avevano revocato la pre adozione del piccolo, affidato ad una famiglia residente al di fuori della provincia di Ragusa e il cui legale ha presentato appello avverso tale decisione. Per il padre naturale, che non ha mai negato la relazione con la madre del bambino, residente a Modica, ma che ha sempre detto di non essere a conoscenza della gravidanza, la procura aveva chiesto il giudizio immediato: deve difatti rispondere di abbandono di minore. Il ragusano, raccogliendo la richiesta di aiuto della ex compagna che lo aveva chiamato al telefono, si era recato a Modica lo scorso 4 novembre, dove trovò la donna che aveva appena partorito nella sua abitazione. L’uomo decise di inscenare l’abbandono e il ritrovamento, ritenendo questa la soluzione più breve per fare intervenire i soccorsi e trasferire il neonato in ospedale. Il bambino fu ricoverato poi all’ospedale Giovanni Paolo II, dove gli furono prestate le prime cure. Dal 20 novembre il piccolo era affidato in pre adozione.