Nozze combinate a Comiso: vigile urbano tra gli indagati

Nozze combinate in territorio di Comiso per soddisfare le esigenze di donne single in cerca di denaro e extracomunitari che avevano bisogno di sposarsi per acquisire il diritto permanente di poter rimanere in Italia. Il giro è stato scoperto dalla guardia di finanza. Tra gli indagati anche un vigile urbano, una donna che organizzava i matrimoni e un altro complice che sbrigava le pratiche necessarie. L’operazione delle Fiamme gialle di Ragusa è stata denominata “Wedding planner”.

Le misure cautelari hanno riguardato 3 uomini ritenuti responsabili di aver favorito la permanenza sul territorio nazionale di migrati irregolari. Tra questi, come accennato, anche un pubblico ufficiale appartenente alla polizia locale di Comiso. L’uomo è stato sospeso per 6 mesi dal servizio. Gli altri due indagati, entrambi di Comiso, hanno l’obbligo di dimora. La donna organizzatrice dei matrimoni e fulcro dell’operazione è una disoccupata originaria di Pomezia.

Il meccanismo illegale è emerso grazie ad una serie di intercettazioni. Venivano contattate donne single che avevano bisogno di denaro, che avrebbero ricevuto un compenso di circa 5.000 euro se avessero accettato di sposare extracomunitari sconosciuti. Il compenso veniva elargito in più tranches in parallelo con gli adempimenti burocratici. L’organizzatrice metteva a disposizione anche la propria abitazione, attraverso contratti di locazione falsi, per permettere agli extracomunitari di ottenere residenza e avviare le pratiche per il permesso di soggiorno.

Ad occuparsi delle pratiche era un collaboratore, tra le altre cose percettore da un anno del reddito di cittadinanza, che sfruttava le sue conoscenze nell’ambito di uffici comunali e di polizia locale, utilizzava un immobile nella propria disponibilità, diroccato ed inagibile, indicato in decine di richieste di residenza. E c’era l’indirizzo di un supermercato come luogo di residenza. Il vigile urbano poi confermava la residenza degli stranieri nei luoghi indicati nei falsi contratti di locazione registrati all’Agenzia delle entrate in cambio di 100 euro per ogni residenza falsamente attestata. Dall’operazione è dunque emerso che sono stati realizzati 5 matrimoni combinati e 28 falsi contratti di locazione.