Una “nonnina” a capo dello spaccio di droga a Modica e Scicli

Una “nonnina” a capo dello spaccio di droga a Modica e Scicli

C’era una “nonnina” ultra 70enne a capo della rete di spaccio nelle piazze di Modica e Scicli che comprendeva altri 12 soggetti destinatari di ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Delivery”, ovvero “Consegna”, dal momento che la droga veniva consegnata comodamente al domicilio dei clienti o in alcuni posti concordati in precedenza. I militari dell’Arma hanno identificato 2 distinti gruppi di azione che gestivano un florido mercato di cocaina, hashish e marijuana, formati sia da italiani che da extracomunitari. L’indagine dei carabinieri si è avvalsa per oltre 6 mesi di attività d’intercettazione telefonica ed ambientale, osservazione e pedinamento, con diversi arresti in flagranza, recuperi e sequestri di sostanze stupefacenti e le segnalazioni amministrative degli assuntori in Prefettura. Come accennato, l’organizzazione faceva capo ad un’anziana donna, conosciuta alle forze dell’ordine ed oggetto di condanna in via definitiva, di origini palermitane, ma da anni residente a Scicli. L’anziana, per mezzo di alcuni soggetti a lei legati da rapporti di affinità o parentela, ha rifornito i clienti settimanalmente di importanti quantitativi di droga, avvalendosi, per lo smercio della droga, di soggetti sciclitani e di alcune donne legate a questi ultimi. Le cessioni di stupefacente avvenivano in tutte le fasce orarie della giornata e spesso avvenivano in luoghi concordati o, addirittura, al domicilio degli assuntori.

L’operazione dell’Arma ha permesso di far luce anche sul traffico e spaccio di stupefacenti che avveniva a Modica, dove 2 fratelli marocchini, insieme ad altri complici, si occupavano quotidianamente di rifornire diversi tossicodipendenti sia di cocaina che di hashish. Anche nel versante modicano la droga veniva portata personalmente a domicilio, a richiesta dei vari clienti, e gli indagati hanno costantemente adottato la tecnica di portare con sé piccole quantità di droga, al fine di sfuggire ad eventuali controlli, giustificando il possesso con l’uso personale. Le difficoltà dell’indagine sono state legate anche al frequente uso di un linguaggio criptico da parte dei soggetti, che tentavano anche di sfuggire a controllo e pedinamento non portando con loro i telefonini.

L’indagine ha permesso di ricostruire i canali di approvvigionamento della droga da Vittoria ed altri centri siciliani. Il giudice per le indagini preliminari, concordando con gli elementi raccolti e valutando anche la pericolosità di molti dei soggetti indagati, ha emesso ordinanza di custodia in carcere a carico di 7 soggetti, applicando la misura dell’obbligo di dimora a carico di 6 soggetti. L’operazione è stata messa in atto da circa 50 militari della compagnia di Modica e delle compagnie di Ragusa, Vittoria, Cammarata (Agrigento) e Gravina di Catania, con l’ausilio di un elicottero del 12° nucleo elicotteri di Catania e unità cinofile del nucleo di Nicolosi.