Vaccini a parenti e amici non in lista: “terremoto” all’Asp

Vaccini a parenti e amici non in lista: “terremoto” all’Asp

Quello che in un primo momento era stato negato dagli interessati allo stesso direttore generale dell’Asp di Ragusa Angelo Aliquò, che ci aveva evidentemente creduto in buona fede, è invece una triste realtà: alcuni dei vaccini anti covid, a partire da Scicli, sono stati somministrati anche a parenti e amici ovviamente non in lista e non contemplati dalle casistiche. E’ il dato emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del Nas. Tutti i nodi stanno pian piano venendo al pettine. Un “terremoto” che ha quindi coinvolto in pieno l’Asp, con dimissioni e sostituzioni di alcuni dirigenti dai rispettivi incarichi. Anche solo dal punto di vista morale, chi non aveva in questa fase diritto alla vaccinazione, non avrebbe dovuto farla. Invece il “passaparola” ha dato origine ad una tendenza esattamente opposta, di cui lo stesso Aliquò era del tutto all’oscuro, restandoci male, ad essere eufemistici. Un “passaparola” che sarebbe stato originato dalla necessità di non sprecare dosi di vaccino già “scongelate”, dal momento che alcune persone in lista non si sarebbero presentate. Su questo e su altri aspetti della vicenda sono incentrate le indagini dei militari del Nas.

Dopo quanto accaduto, al momento è il dottor Piero Bonomo che si occupa di gestione e coordinamento delle attività vaccinali del distretto di Modica. “Con grande delusione – ha dichiarato il direttore generale dell’Asp – devo confermare che a distanza di qualche giorno e dall’esame degli elenchi dei vaccinati forniti, quello che in un primo momento era stato con forza negato dai diretti interessati, invece si è rivelato vero: sono stati vaccinati anche soggetti non compresi negli elenchi. Sono stati vaccinati mogli, mariti, figli. Parenti e anche amici che non avevano alcun diritto a ricevere in questa fase il vaccino. Mi sento tradito e deluso – ha concluso amaramente Aliquò – e anche se probabilmente non si configura un reato, la questione resta molto imbarazzante, una vicenda offensiva nei confronti di tutti, da coloro che avevano diritto e necessità al vaccino, per finire con la stessa etica professionale”.