In procura vicenda abbattimento di 3 mucche non tracciate?

In procura vicenda abbattimento di 3 mucche non tracciate?

Potrebbe finire presto sul tavolo della procura iblea la vicenda che vede protagonisti il Comitato tutela Diritti Animali e l’Asp 7 di Ragusa e scaturita dall’abbattimento di 3 mucche, definite “di compagnia”, accudite da una signora nelle campagne di Modica. I bovini erano per la precisione classificati dagli animalisti come “animali d’affezione non destinati alla produzione alimentare”, ma il 18 dicembre scorso le 3 mucche sono state abbattute a tutela della salute pubblica, non essendo i bovini provvisti di documenti o auricolari di tracciabilità. La signora, che si prende cura anche di altri animali (uno dei quali si era smarrito, come prontamente segnalato a chi di dovere dall’interessata), accudiva le mucche come meglio poteva, ma i bovini erano stati comunque imputati di non corrispondere alle regole dell’allevamento da carne, e non solo, in assenza di una tracciabilità genetica. La proprietaria si era quindi rivolta al Comitato tutela Diritti Animali, che aveva fatto ricorso al Tar di Catania, chiedendo una sospensiva dell’ordinanza di abbattimento.

Intanto lo stesso Comitato, assieme alla Rete dei santuari di Animali liberi, aveva individuato un rifugio a Caserta, dove le mucche avrebbero dovuto essere trasferite, ma non erano arrivate le necessarie autorizzazioni dalla Regione Campania. L’Asp, onde scongiurare possibili conseguenze, aveva quindi provveduto all’abbattimento, anche perché nel frattempo il Tar di Catania aveva ritenuto, con proprio provvedimento del 4 dicembre scorso, di rigettare la richiesta cautelare formulata dal Comitato animalista poiché “ … il ricorso non appare assistito dal necessario fumus boni iuris …” e poiché sono stati“ … Ritenuti insussistenti anche i profili del periculum in mora …”.

Ma gli animalisti non demordono e Aurora Lo Prete, legale del Comitato tutela Diritti Animali, rincara la dose: “Stiamo predisponendo la denuncia contro chi ha ritenuto di predisporre questo abbattimento, perché a prescindere dall’esito del giudizio del Tar, desideriamo che la procura verifichi se siano state messe in atto violazioni all’articolo 544 ter del Codice Penale sul maltrattamento e uccisione di animali, e all’articolo 50tuel, che attribuisce esclusivamente al sindaco – conclude Lo Prete – la facoltà di emettere questo genere di ordinanze”. Dunque, se la denuncia dovesse essere formalizzata, la procura dovrebbe avviare le indagini sull’accaduto, ricostruendone tutti i passaggi.