Prova del dna per stabilire se l’arrestato sia il padre del neonato

Prova del dna per stabilire se l’arrestato sia il padre del neonato

Era stato indicato come l’angelo custode del neonato abbandonato in strada, che, casualmente, aveva trovato avvolto in un plaid, adagiato in una busta di plastica sul marciapiede di una zona residenziale di Ragusa, strappandolo ad una morte certa. A distanza di un mese da quella vicenda a lieto fine che commosse l’Italia, si registra un colpo di coda dagli impensabili risvolti: quello stesso salvatore del piccolo è stato difatti arrestato con l’accusa di abbandono di minore perché, stando alle indagini della squadra mobile, sarebbe stato proprio lui a lasciare il piccolo in via Saragat, zona Pianetti, per poi subito dopo chiamare la polizia, inscenando il ritrovamento casuale.

IL COLPO DI CODA IMPENSABILE NELLA VICENDA CHE HA COMMOSSO L’ITALIA
Agli arresti domiciliari è quindi finito un 59enne di Ragusa, titolare di un’attività commerciale, sposato e padre di figli adulti. Nel frattempo Vittorio Fortunato, questo il nome dato al piccolo, sta bene e ha trovato casa e famiglia, essendo stato affidato in adozione in prova per un anno ad una coppia residente fuori provincia, dopo le immediate cure ricevute in ospedale che avevano consentito di salvare la vita al piccolo, che, come accennato, era stato ritrovato nudo, avvolto soltanto in un plaid e con il cordone ombelicale ancora attaccato. Gli investigatori della squadra mobile hanno così ascoltato l’uomo che aveva rinvenuto il piccolo, il quale aveva affermato di aver notato un sacchetto di plastica e di essersi avvicinato per rimuoverlo, credendo che contenesse spazzatura. Ma, udendo dei gemiti, il 59nne aveva poi scoperto la presenza del neonato, chiedendo aiuto ad un’amica, la quale, accorsa sul luogo del ritrovamento, aveva deciso insieme a lui di avvisare le forze dell’ordine.

LA DINAMICA DEI FATTI ACCERTATI DALLA SQUADRA MOBILE
I poliziotti avevano quindi avviato le indagini, al fine di accertare le esatte dinamiche del ritrovamento del piccolo, nonostante le dichiarazioni dell’uomo. Stando quindi a quanto accertato dagli inquirenti il 59enne, legato sentimentalmente ad una 41enne residente a Modica, la sera del 4 novembre scorso, dopo avere ricevuto una richiesta di aiuto da parte di quest’ultima, si era recato nella sua abitazione ed aveva scoperto che aveva poco prima partorito un bambino. La donna aveva chiesto all’uomo di lasciare il piccolo in ospedale, ma lui, secondo quanto accertato dalle indagini, aveva invece deciso di trasportarlo fino a Ragusa, lasciandolo in via Saragat ed inscenando subito dopo il ritrovamento.

LA VERSIONE DEI FATTI DEL DIFENSORE DI FIDUCIA DELL’INDAGATO
Una versione dei fatti non del tutto condivisa dall’avvocato Michele Sbezzi, difensore di fiducia dell’indagato, che, in una lettera, scrive: “Pur confermando l’arresto del mio assistito, vorrei specificare che l’intervento della polizia e di un’ambulanza sui luoghi del presunto ritrovamento del minore non sono stati casuali, né frutto di indagine. Era stato infatti lo stesso indagato, in compagnia di un’amica, a chiamare le forze dell’ordine affinchè il neonato venisse trasportato al più presto in ospedale e lì, legittimamente, affidato alle cure dei sanitari ed a un’adozione, come previsto dalla legge. Dunque, di fatto, nessun abbandono si è mai verificato e, anzi, la salvezza del neonato è stata assicurata proprio dal fatto che l’indagato abbia scelto di chiamare con urgenza le forze dell’ordine. Peraltro, di tutto ciò l’indagato aveva già reso piena testimonianza alla polizia diversi giorni fa, senza nascondere nulla. Confido dunque che, già al primo interrogatorio di lunedì – conclude il legale – il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa vorrà revocare la misura degli arresti domiciliari”.

PROVA DEL DNA PER STABILIRE SE L’INDAGATO SIA IL PADRE DEL NEONATO
Intanto si sta indagando per capire se il 59enne possa essere il padre del neonato. L’indagato, come accennato, aveva una relazione con la donna di Modica, la quale non gli avrebbe mai detto di aspettare un bambino, anche perchè i rapporti tra loro si sarebbero interrotti circa 6 mesi fa. “Quando la donna aveva chiamato il 59enne chiedendo aiuto, quest’ultimo si era recato da lei trovandola con il bambino in braccio, prendendolo con sé con l’intenzione di portarlo in ospedale, mentre poi avrebbe cambiato idea, decidendo di recarsi direttamente nel suo esercizio commerciale a Ragusa, da dove aveva chiamato un’amica. I 2 avevano infine allertato i soccorsi. In ogni caso è stato estratto il dna del 59enne, per stabilire se sia o meno il padre del bambino, e quello della donna che ha partorito il piccolo.