Ammazzato a fucilate l’ex collaboratore di giustizia Sciortino

Ammazzato a fucilate l’ex collaboratore di giustizia Sciortino

E’ stato giustiziato con colpi di fucile al collo e al torace nel suo stesso terreno in aperta campagna lungo la provinciale per Santa Croce nella tarda serata di lunedì: è un omicidio che ricorda gli anni più bui di Vittoria quello dell’ex collaboratore di giustizia Orazio Sciortino. Il 50enne, in passato riconducibile al clan Carbonaro Dominante, con le sue dichiarazioni aveva contribuito a ricostruire alcuni delitti di mafia, tra cui la sanguinosa strage di San Basilio del 2 gennaio 1999, nota anche come strage del bar Esso, in cui morirono 5 persone in una stazione di servizio alle porte della città. L’obiettivo del commando erano Angelo Mirabella, referente del clan della Stidda di Vittoria, Rosario Nobile e Claudio Motta, ritenuti affiliati al clan Dominante. Ma finirono crivellati di colpi di arma da fuoco anche 2 incolpevoli tifosi del Vittoria calcio, Rosario Salerno, 28 anni, e Salvatore Ottone, di 27, che si trovarono al posto sbagliato nel momento sbagliato. Si salvò soltanto il barista che si nascose dietro il bancone e fu risparmiato dai sicari.

Eppure, secondo gli inquirenti, l’omicidio Sciortino di lunedì sera non sarebbe riconducibile ad una matrice mafiosa, quanto piuttosto ad un regolamento di conti tra la manovalanza locale per la spartizione di qualche bottino relativo a furti o rapine. Orazio Sciortino, difatti, era stato arrestato dai carabinieri circa 4 mesi fa in quanto ritenuto responsabile di diversi furti nelle campagne del ragusano, insieme ad altri 2 vittoriesi. Sciortino era da tempo fuori dal programma di protezione. Sarà dunque l’autopsia a chiarire meglio i contorni di questo delitto.