Indagini chiuse sulla madre che faceva prostituire figlia 13enne

Indagini chiuse sulla madre che faceva prostituire figlia 13enne

Conclusione delle indagini da parte della procura distrettuale di Catania a carico di 5 indagati coinvolti nella vicenda emersa nel giugno dell’anno scorso che ha portato alla luce l’agghiacciante vicenda della donna rumena che faceva prostituire la figlia di 13 anni con braccianti agricoli delle serre di Acate, dove la minorenne lavorava. 9 mesi fa la madre della ragazzina era stata fermata assieme a 4 clienti: 2 italiani (di cui uno 90enne) e 2 marocchini di età compresa tra i 30 e i 90 anni. Intanto ha lasciato il carcere l’acatese di 58 anni, che, secondo l’accusa, pretendeva dalla donna di poter avere “in esclusiva” la ragazzina, in cambio del comodato d’uso gratuito di una sua casa al mare. Il gip del tribunale etneo Maria Ivana Cardillo ha concesso all’uomo gli arresti domiciliari.

Dietro le sbarre è rimasta solo la mamma della ragazzina, visto che anche i 2 marocchini sono ai domiciliari ed il 90enne, vista l’età avanzata, è sottoposto all’obbligo di dimora. Dalle indagini supportate da intercettazioni telefoniche tra la 13enne e i suoi clienti emerse un quadro di miseria e forte degrado sociale e culturale. Dall’ascolto di un’intercettazione fu chiaro che la vittima aveva intenzione di denunciare tutto, stanca ed esasperata da quella vita d’inferno.