Va ai domiciliari il medico arrestato per corruzione a Ragusa

Va ai domiciliari il medico arrestato per corruzione a Ragusa

Interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa Ivano Infarinato per il medico legale dell’Asp 7 di Ragusa, in atto sospeso, Giuseppe Iuvara, che è anche il presidente della commissione invalidi civili, arrestato giovedì scorso dai carabinieri del Nas, in flagranza di reato, per il reato di corruzione. L’uomo ha chiarito la sua posizione al magistrato, rispondendo a tutte le domande. L’indagato, condotto in carcere subito dopo l’arresto, è stato quindi ammesso ai domiciliari. Interrogate anche le 2 donne ragusane arrestate nella stessa operazione, ovvero la figlia di una pensionata di 81 anni per la quale era stata richiesta la pensione di accompagnamento, pur non avendone i titoli, e una 61enne che avrebbe fatto da intermediaria tra il medico e la controparte. Le 2 donne restano agli arresti domiciliari.

I DETTAGLI DELLA VICENDA SCOPERTA DAI CARABINIERI DEL NAS
Il medico legale e le 2 donne erano finiti in manette in flagranza per il reato di corruzione. Una donna voleva difatti far assegnare la pensione di accompagnamento alla madre, pur non avendone titoli e requisiti, con la complicità dello stesso medico. Quest’ultimo, noto per i suoi incarichi da parte della procura, soprattutto quello relativo all’omicidio del bambino Lori Stival a Santa Croce Camerina, nel caso in oggetto, secondo l’accusa, avrebbe incassato una somma per far ottenere la pensione di accompagnamento alla madre della richiedente, come accennato senza che ne avesse alcun titolo, e a tal proposito si erano incontrate con il medico per concretizzare la richiesta indebita. La donna e la figlia che ha fatto da intermediaria sono ora agli arresti domiciliari. Grazie alle attività di intercettazione ambientale e telefonica, i militari hanno appreso che lo scorso 13 febbraio, nel corso di un incontro avvenuto nello studio privato del medico, i 3 avevano concordato le modalità della visita per l’accertamento dell’invalidità civile. Il medico, sempre secondo l’accusa, aveva prospettato la possibilità di effettuare, personalmente, la visita a domicilio alla richiedente, anziché in maniera collegiale alla commissione invalidi. Tale procedura, secondo il medico, sarebbe stata necessaria in quanto la paziente non avrebbe avuto diritto all’indennità di accompagnamento e che di conseguenza, qualora avesse seguito il regolare iter, recandosi alla commissione invalidi, senza l’interessamento del medico compiacente, sicuramente non le sarebbe stata riconosciuta la pensione di accompagnamento.

Inoltre il medico, sempre nel corso dell’incontro nel suo studio privato, nell’ipotesi in cui non fosse stata possibile la visita domiciliare, avrebbe fornito dei “suggerimenti” su cosa dichiarare agli altri membri della commissione invalidi, in modo tale da far sembrare la richiedente come una persona non lucida o perfettamente in grado di intendere e di volere. Il medico, nel corso dell’incontro, stando sempre alle prove raccolte dagli inquirenti, si sarebbe fatto consegnare 200 euro, richiedendo altre 1.000 euro, da consegnare a pratica conclusa. Dopo il via libera per la visita domiciliare, le parti avevano concordato un nuovo incontro e, quel punto, i carabinieri del Nas hanno documentato lo scambio di denaro in cambio della certificazione di invalidità, effettuata anche in assenza della indebita beneficiaria. I militari, all’interno dello studio medico, hanno trovato tutta la documentazione con cui il medico aveva riconosciuto l’indennità di accompagnamento alla donna che non ne aveva titolo. Il medico è stato dunque condotto in carcere mentre le 2 donne, madre e figlia, come accennato sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari. È stato infine sequestrato vario materiale informatico e cartaceo, quali elementi di prova a carico dei 3 indagati.

LA POSIZIONE UFFICIALE DELL’ASP 7 DI RAGUSA
Sulla vicenda dell’arresto del medico legale è intervenuta anche la direzione generale dell’Asp 7 di Ragusa, che, in una nota, scrive: “Alla luce di quanto appreso a seguito delle notizie giornalistiche riguardanti l’arresto del dottor Iuvara, già sospeso dal servizio interno all’Asp 7 di Ragusa, l’azienda sta rivedendo l’elenco delle visite svolte in modalità domiciliare dallo stesso medico legale e invita chiunque dovesse aver ricevuto richieste di denaro, a qualsiasi titolo, a comunicarlo alle autorità competenti. Infatti – prosegue la nota dell’Asp – non vorremmo che qualcuno abbia potuto anche solo pensare, indotto da chi rivestiva un ruolo di alta responsabilità, quale quello di presidente della commissione di invalidità, che le attività di visita siano a pagamento. Nessun componente delle commissioni di invalidità dell’Asp – conclude la nota – può chiedere somme o favori a titolo personale e, nel caso lo facesse, va denunciato”.