Omicidio Peppe Lucifora: un uomo sarebbe stato reticente?

Omicidio Peppe Lucifora: un uomo sarebbe stato reticente?

Mentre resta ancora senza un nome l’assassino del cuoco modicano di 57 anni Peppe Lucifora, trovato senza vita nella propria casa dopo essere stato picchiato e strangolato, emerge la presunta circostanza di un uomo, a quanto pare amico della vittima, che avrebbe più volte evitato l’interrogatorio. La notizia, data per primi dai colleghi di Video Mediterraneo nell’edizione delle 14,15 del telegiornale, è stata smentita dai vertici dei carabinieri alla nostra redazione. I colleghi, quindi, continuano a ribadire l’attendibilità della loro fonte, che a loro dire sarebbe ufficiale, ma alla nostra redazione i vertici dei militari dell’Arma hanno smentito, allo stato, l’esistenza di un testimone reticente. In effetti sono parecchie le voci che si sono rincorse da quando è stato commesso l’orribile delitto, di cui alcune confermate dagli inquirenti e altre no.

A questo punto un solo dato appare certo, ovvero che le indagini dei carabinieri proseguono comunque senza sosta. Peppe Lucifora da qualche tempo appariva molto più chiuso e taciturno, un atteggiamento insolito rispetto al suo solito carattere gioviale e solare, che gli amici più stretti avevano notato. Che Peppe Lucifora si fosse confidato con qualcuno? Una circostanza probabile che al momento non è però suffragata da fatti. Non sono stati ancora ritrovati il telefono di Lucifora e la chiave che chiudeva la stanza dentro la quale è stato rinvenuto il cadavere.

La relazione depositata scorso mese relativa all’autopsia effettuata sul corpo di Lucifora, aveva confermato le ipotesi sulle cause della sua morte. Gli esami effettuati dal medico legale Giuseppe Iuvara e dal tossicologo forense Pietro Zuccarello avevano acclarato che Lucifora era stato assassinato da una persona che lo aveva colpito con violenza, tanto da fargli perdere i sensi, e lo aveva poi strangolato solo con la mano destra, stando ai segni rimasti sul corpo. Secondo le evidenze degli accertamenti, la vittima non avrebbe opposto alcuna difesa o resistenza di sorta, in quanto già stordito. Il legale della famiglia della vittima, Ignazio Galfo, aveva richiesto una copia forense del tablet per effettuare alcuni accertamenti di parte. I 3 fratelli di Lucifora risultano parti offese.