Maxi piantagione di marijuana con 7.000 piante da 25 milioni

Maxi piantagione di marijuana con 7.000 piante da 25 milioni

Oltre 10.000 metri quadrati di estensione con 7.000 piante alte fino a 2 metri per un peso complessivo di 5 tonnellate suddivise in 4 serre: sono gli impressionanti numeri della maxi piantagione di marijuana scoperta nelle campagne di Santa Croce Camerina dalla guardia di finanza. Una centrale della droga capace di generare oltre 3 milioni e mezzo di dosi, garantendo un giro d’affari di almeno 25 milioni di euro. Ad occuparsi della piantagione erano un ragusano di 53 anni, amministratore di un’azienda florovivaistica, e un rumeno 54enne, ufficialmente gestore di un fondo agricolo. Quest’ultimo è ancora latitante, mentre il ragusano è stato arrestato a Ragusa al volante di un’auto senza assicurazione.

L’uomo era di ritorno dall’aeroporto di Catania, dove era atterrato su un aereo decollato da Bucarest, in Romania. Entrambi sono indagati per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti mediante la coltivazione della vasta piantagione di marijuana scoperta dai finanzieri in contrada Finocchiara, nota anche come Menta, nelle campagne santacrocesi. Le oltre 7.000 piante di cannabis indica erano in piena fioritura, ben nascoste nella vasta zona agricola che si estende nell’impervio entroterra a ridosso della strada provinciale 85, al riparo da occhi indiscreti tramite una fitta schiera di ortaggi ad alto fusto che cinturavano la piantagione, alimentata da un pozzo creato ad hoc.

L’acqua veniva attinta tramite una pompa, alimentata da un gruppo elettrogeno, che consentiva una capillare irrigazione delle piante di marijuana attraverso un sofisticato sistema di tubi. Il locatario del fondo gestito dal rumeno è risultato totalmente estraneo ai fatti. Quest’ultimo veniva pagato per la locazione dal ragusano, che era invece il proprietario del fondo confinante, dove è ubicata l’azienda florovivaistica. Le indagini delle fiamme gialle erano scattate nell’aprile dello scorso anno, quando erano stati notati strani movimenti nella zona. Soprattutto nelle ore serali, i 2 indagati erano difatti soliti compiere giri di perlustrazione nel perimetro della piantagione, alla ricerca di eventuali intrusi, senza sospettare che i finanzieri, ben appostati, ne seguivano da tempo i movimenti. Quando è scattato il blitz, entrambi erano riusciti a fuggire. Il ragusano è stato successivamente arrestato, mentre il rumeno è ancora uccel di bosco.