L’abbattimento dei 3 “ecomostri” a Modica: condanne annullate

L’abbattimento dei 3 “ecomostri” a Modica: condanne annullate

La Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, la sentenza di condanna nei confronti degli imputati nel processo sui cosiddetti “ecomostri” di Modica, nell’ambito dell’inchiesta sull’abbattimento delle dei 3 “scheletri” di altrettanti edifici in cemento armato avvenuto il 4 settembre 2011 a Treppiedi Nord. I 6 imputati erano stati condannati in appello dopo che la procura generale aveva impugnato la sentenza assolutoria del 2017 emessa dal tribunale di Ragusa. 2 imputati erano stati condannati a un anno e 8 mesi, gli altri a un anno e 6 mesi. Ora l’assoluzione piena. Secondo l’accusa sarebbero state prodotte diverse tonnellate di macerie che, dopo le fasi di deposito temporaneo, avrebbero dovuto essere smaltite negli impianti autorizzati. Diversamente, in esito ad indagini, sarebbe stato accertato che la gestione dei materiali di risulta, rifiuti speciali inerti, non sarebbe avvenuta secondo le modalità di legge.

Le indagini avevano riscontrato che, dopo una prima fase di frantumazione, sul posto, degli inerti, quantità considerevoli di materiale uscivano dal cantiere a bordo di pesanti automezzi e, piuttosto che essere avviate allo smaltimento e/o recupero presso gli impianti autorizzati, venivano trasportate e scaricate su terreni agricoli siti in contrada Purromazza, in territorio di Scicli. Qui, con l’ausilio di una pala meccanica, gli inerti sarebbero stati distribuiti sull’area agricola, compattati e spianati con grave pregiudizio non solo dell’ambiente, ma anche del paesaggio, tenuto conto anche che il vasto fronte di avanzamento dei cumuli di inerti aveva già investito e inglobato diversi alberi di carrubo.