Novità nelle indagini sull’omicidio di Peppe Lucifora: ecco gli sviluppi

Novità nelle indagini sull’omicidio di Peppe Lucifora: ecco gli sviluppi

E’ stato analizzato a fondo il tablet ritrovato nella casa di Peppe Lucifora, il 58enne cuoco modicano soffocato e picchiato a morte nella sua camera da letto. Dalle analisi del dispositivo si stanno ricostruendo gli ultimi momenti di vita dell’uomo: con chi ha chattato fino a tarda notte, un paio d’ore prima di essere ucciso all’alba di domenica, le chat più frequenti, i contatti più cercati e tanto altro ancora. Il tablet sarà evidentemente sfuggito a chi si è portato via il telefonino e la chiave della stanza (la cui porta era chiusa) dove era avvenuto il delitto. Si presume che questi oggetti siano stati portati via dagli assassini, si presume 2, che hanno brutalmente ucciso Peppe Lucifora. L’impressione che si ha è quella che il cerchio si possa chiudere entro breve tempo, anche se dal muro di riserbo degli inquirenti nulla trapela. Non è escluso che gli assassini, prima di andare via dalla casa del quartiere Dente dove è avvenuto l’omicidio, cercassero proprio il tablet di Peppe, senza però trovarlo. L’abitazione era difatti un po’ in disordine, una circostanza atipica, dal momento che il 58enne era una persona ordinata, precisa e meticolosa. Oltre ai 2 uomini italiani e di circa mezza età visti abbastanza spesso, di recente, in compagnia di Peppe Lucifora, i sospetti pare si siano nelle ultime ore allargati anche ad altri soggetti. Una città intera invoca giustizia per la drammatica fine di Peppe Lucifora.

L’ULTIMO COMMOSSO SALUTO A PEPPE LUCIFORA
Commozione, lacrime ma anche tanta rabbia per la fine tanto prematura quanto violenta del modicano 58enne Peppe Lucifora, chef e personaggio istrionico amante della modicanità, ucciso all’alba di domenica nella sua casa del quartiere Dente. Ai funerali celebrati nella chiesa di San Giorgio una folla immensa di parenti, amici o semplici conoscenti non sono voluti mancare per l’ultimo saluto a colui che lo stesso don Giovanni Stracquadanio, che ha officiato le esequie assieme ad altri 6 sacerdoti, ha definito “Una persona buona e generosa che non meritava questa fine brutale”. Tanti aneddoti per ricordare, anche durante la funzione religiosa, l’estroso personaggio tanto amato dai modicani e non solo, sempre disponibile con tutti. “Capace di atti di carità non comuni, si accostava all’eucaristia. Umile, deciso a convertirsi ogni giorno – ha detto ancora padre Stracquadanio – Peppe ci ha sorpreso anche nella morte – e ci auguriamo che siano affidati alla giustizia gli autori di questo grave delitto. Peppe viveva in simbiosi con Modica, ecco perchè tutti lo amavano”. Sulla bara anche un fazzoletto rosso, simbolo dei portatori di San Giorgio, di cui Peppe Lucifora faceva parte, non perdendosi mai una edizione della festa del Santo Patrono.

LE INDAGINI SUL VIOLENTO OMICIDIO: NOVITA’ A BREVE?
Ci sarebbero alcuni possibili sospettati, 2 in particolare, nell’omicidio del 58enne cuoco modicano Peppe Lucifora: tra questi 2 uomini di nazionalità italiana e di circa mezza età che sarebbero stati visti più volte negli ultimi tempi in compagnia della vittima, come riferito anche da una testimone. Peppe Lucifora, secondo l’autopsia, è stato quindi soffocato e picchiato. Lo si evince dagli zigomi e dalla mandibola fratturati e dalle ferite alla testa. Il breve comunicato diramato dai carabinieri indica, come causa del decesso, “l’asfissia indotta da azione violenta altrui”. E le indagini sembrano aver preso una direzione precisa. Proprio un paio di persone negli ultimi tempi frequentavano Peppe Lucifora in maniera assidua, recandosi abbastanza spesso nella sua casa del quartiere Dente, dove è stato trovato privo di vita nel tardo pomeriggio di domenica, nella sua camera da letto chiusa dall’esterno con una chiave di cui non è stata trovata traccia. E proprio questi 2 soggetti potrebbero essere stati in possesso delle chiavi d’ingresso dell’abitazione di Lucifora, anche se si tratta al momento solo di una ipotesi. Pare che le 2 persone e la vittima fossero stati visti insieme anche sabato scorso, circa 24 ore prima della macabra scoperta. Non è escluso che poco prima di morire, la vittima avesse chattato con loro tramite Whatsapp.

La morte risalirebbe difatti alle prime ore del mattino di domenica, e l’ultimo messaggio inviato da Lucifora tramite la popolare app installata sul suo telefonino sarebbe stato inviato qualche ora prima del decesso, quando qualcuno che era presente in casa lo ha soffocato e picchiato violentemente al volto, al punto da rompergli le mandibole. Un omicidio efferato ancora senza movente. Non è ancora chiaro se la vittima sia stata prima soffocata, e poi picchiata, oppure viceversa. Ma chi ha agito lo ha fatto con crudeltà e violenza, non dando a Lucifora tempo e modo di difendersi. Anche perché è probabile che in casa si trovassero una o 2 persone che Lucifora conosceva e di cui si fidava. Persone con le quali era in confidenza. A trovare il corpo senza vita erano stati i vigili del fuoco, che avevano dovuto sfondare la porta d’ingresso dell’appartamento e, successivamente, anche la porta della camera da letto dove l’uomo giaceva senza vita. L’allarme era stato lanciato da un gruppo di persone che attendevano invano Lucifora, che avrebbe dovuto cucinare per loro a domicilio, occupandosi del servizio catering. Queste persone, non avendo avuto notizie dalla vittima, di solito molto precisa e puntuale, avevano invano cercato di contattarlo tramite telefono.

Ma perché il 58enne modicano è stato chiuso a chiave nella sua camera da letto, dal momento che era già svenuto e quindi inoffensivo? Chi ha soffocato e picchiato Lucifora non si era forse reso conto di aver usato troppa forza e violenza, al punto da averlo ammazzato senza rendersene conto e credendolo quindi ancora vivo? Chi ha ucciso Lucifora era forse alla ricerca di qualcosa in casa? La morte potrebbe essere sopraggiunta qualche ora dopo il pestaggio. Le indagini proseguono speditamente nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura iblea, che ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti. Sono intanto sotto sequestro l’auto, la moto, la casa di campagna e il terreno annesso dove Lucifora teneva e accudiva i suoi animali, ora affidati alle cure del titolare di un agriturismo di Frigintini. I sigilli sono stati ovviamente apposti anche nella casa di Modica dove è stato trovato il cadavere e all’interno di cui la scientifica ha ultimato i rilievi, unitamente ai sopralluoghi dei militari dell’Arma. Le indagini potrebbero a breve essere ad una svolta.

CHI ERA PEPPE LUCIFORA
Peppe Lucifora era un personaggio originale per il suo umorismo, la sua affabilità e il suo ricercato abbigliamento, un “San Giurgiaru” convinto che non si perdeva mai un appuntamento della festa del Santo Patrono. Non era raro vederlo con il suo carretto siciliano vendere cedri, i cosiddetti “piretti modicani” alle feste della religione e del folklore modicano, tra le quali spiccava quella della Madonna Vasa Vasa, ma anche la Pasqua, U Marti i l’Itria e non solo.

Grande appassionato della storia locale, Peppe Lucifora aveva creato un suo piccolo museo personale, di cui andava molto orgoglioso. Il modicano in passato aveva lavorato anche come commesso in un noto negozio di abbigliamento. Peppe Lucifora, che ha sempre condotto una vita tranquilla, in gran parte occupata dal lavoro di chef, essendo anche uno dei pochi cultori della vera tradizione culinaria modicana. La notizia della sua assurda morte si era in brevissimo tempo sparsa a Modica, sconvolgendo quanto lo conoscevano, anche solo di vista, dal momento che Lucifora era molto conosciuto e benvoluto in città.