Camera ardente a San Giorgio per Peppe Lucifora. Giovedì i funerali

Camera ardente a San Giorgio per Peppe Lucifora. Giovedì i funerali

E’ stata allestita nella chiesa di San Giorgio la camera ardente di Peppe Lucifora, il 58enne cuoco modicano trovato morto nella sua casa del quartiere Dente. Sempre nella chiesa di San Giorgio saranno celebrati i funerali giovedì alle 15. Proprio al Santo Patrono era devotissimo Peppe Lucifora, di cui era anche assiduo portatore del simulacro durante la tradizionale festa. L’autopsia eseguita martedì sera ha sostanzialmente confermato che non si è trattato di morte naturale, anche se le risultanze saranno consegnate tra 60 giorni, confermando le tesi degli inquirenti, che stanno indagando per omicidio a carico di ignoti. I primi risultati oggetto dell’ispezione cadaverica hanno rilevato, tra le altre cose, la frattura delle 2 mandibole, oltre ad altre contusioni. Frattanto i 2 fratelli di Peppe hanno fatto sapere che preferirebbero, nel corso dell’ultimo saluto alla vittima, offerte da donare in beneficenza. Gli animali che la vittima deteneva nella sua piccola fattoria, tra cui un asino, un pony, pecore, galline, cani, gatti e oche, sono stati trasferiti nella struttura “La Fattorietta” di Franco Bellia, e dunque hanno trovato chi si prenderà cura di loro.

Peppe Lucifora era un personaggio originale per il suo umorismo, la sua affabilità e il suo ricercato abbigliamento, come accennato era un “San Giurgiaru” convinto che non si perdeva mai un appuntamento della festa del Santo Patrono. Non era raro vederlo con il suo carretto siciliano vendere cedri, i cosiddetti “piretti modicani” alle feste della religione e del folklore modicano, tra le quali spiccava quella della Madonna Vasa Vasa, ma anche la Pasqua, U Marti i l’Itria e non solo.

Grande appassionato della storia locale, Peppe Lucifora aveva creato un suo piccolo museo personale, di cui andava molto orgoglioso. Il modicano in passato aveva lavorato anche come commesso in un noto negozio di abbigliamento. Peppe Lucifora, che ha sempre condotto una vita tranquilla, in gran parte occupata dal lavoro di chef, essendo anche uno dei pochi cultori della vera tradizione culinaria modicana. La notizia della sua assurda morte si era in brevissimo tempo sparsa a Modica, sconvolgendo quanto lo conoscevano, anche solo di vista, dal momento che Lucifora era molto conosciuto e benvoluto in città. Parenti e amici, ma anche semplici conoscenti, sono dunque rimasti sgomenti e increduli dopo aver appreso la ferale notizia.