Muore dopo 20 giorni di coma una ragusana picchiata dal figlio

Muore dopo 20 giorni di coma una ragusana picchiata dal figlio

Per una anziana madre di 79 anni di Ragusa, piombare dai pugni e gli schiaffoni ricevuti dal figlio allo stato di coma sono bastate poche ore, mentre dopo 20 giorni di agonia in cui la vittima, Santa Trovato, non ha mai ripreso conoscenza, è subentrata la morte. A distanza di quasi 6 mesi dal brutto episodio di violenza domestica, consumatosi in una casa di via Cadorna, i carabinieri hanno ora stretto le manette ai polsi dell’aggressore. Carmelo Chessari, 48 anni, disoccupato di Ragusa, già noto agli archivi delle forze dell’ordine per alcuni precedenti, è stato arrestato per omicidio preterintenzionale aggravato. Durante questi mesi d’indagini, i militari hanno raccolto testimonianze e prove a carico del 48enne, non ultima la conferma del nesso di causalità tra le botte ricevute dalla madre e la sua morte, avvenuta lo scorso maggio all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era stata trasferita d’urgenza dopo un primo ricovero al Giovanni Paolo II di Ragusa. La brutale aggressione si era verificata la vigilia di Pasqua, quando Chessari era accidentalmente rimasto chiuso fuori sul terrazzo di casa. Avendo chiamato più volte la madre ipovedente che stava guardando la tv, e non avendo ricevuto risposta, l’uomo era alla fine riuscito a forzare la porta e a rientrare in casa dove, in preda ad un incontenibile eccesso d’ira, aveva cominciato a scagliare schiaffoni e pugni alla madre.

Quest’ultima, nonostante fosse dolorante e malconcia, invece di ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso, aveva deciso di andare a letto. Era stato lo stesso Chessari, il mattino dopo, ad accorgersi che la madre era incosciente, non rispondendo ad alcuno stimolo. L’uomo si era quindi deciso a chiamare i soccorsi, ma era già troppo tardi. Quando la donna era giunta in ospedale con l’ambulanza, i medici si erano subito resi conto delle sue condizioni critiche, al punto da decidere per l’immediato trasferimento a Catania, dove la vittima era stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, morendo 20 giorni dopo nel reparto di rianimazione, a causa di un forte trauma cranico con emorragia cerebrale. Intuendo subito la natura delle ecchimosi e delle tumefazioni al volto dell’anziana, i medici di Ragusa si erano rivolti ai carabinieri, i quali avevano fin da subito indirizzato i sospetti verso il figlio, il quale viveva con la donna nell’appartamento, che non presentava segni d’effrazione che potessero giustificare una eventuale aggressione a scopo di rapina.

Lo stesso Chessari, dopo aver finto di ignorare l’origine delle ferite riportate dall’anziana madre, aveva poi vuotato il sacco, incalzato dalle domande dei militari. Pare che l’uomo, sul momento, non si fosse reso conto della gravità delle ferite inferte alla donna, che, stando a quanto accertato dai carabinieri, era sottoposta da tempo a maltrattamenti. “Alcuni vicini di casa – ha detto il comandante provinciale Gabriele Gainelli – nutrivano più di un sospetto su ciò che accadeva tra quelle mura domestiche, ma nessuno ha mai sporto segnalazione alcuna. Se ciò fosse invece avvenuto – ha concluso Gainelli – forse questa tragedia si sarebbe potuta evitare”. “L’indagato – ha infine aggiunto il tenente Mariachiara Soldano – si trova ora rinchiuso nel carcere di Ragusa”.

Nella foto in alto il comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa Gabriele Gainelli e il tenente Mariachiara Soldano mentre illustrano i dettagli del fatto di cronaca