La morte dei 2 cuginetti : il sindacato difende l’infermiere

La morte dei 2 cuginetti : il sindacato difende l’infermiere

Il Nursind di Ragusa esprime vicinanza e cordoglio alle famiglie colpite dal tragico evento di Vittoria (nella foto i genitori di Alessio durante il funerale). “Siamo anche al fianco del collega intervenuto, sicuri che l’attività prestata sia frutto di serietà professionale e competenze tecniche acquisite negli anni”: lo afferma Giuseppe Savasta, segretario del sindacato delle professioni infermieristiche, commentando la drammatica vicenda in cui hanno perso la vita due bambini travolti da un suv. “Come sindacato – spiega Savasta – comprendiamo l’iter giudiziario che in questi casi impone un’azione ampia e accurata, coinvolgendo tutti i protagonisti della triste vicenda. Noi siamo certi della serietà del lavoratore. Come infermieri siamo vicini al collega di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le grandi doti umane e professionali. Anni di grande impegno nell’attività sanitaria, svolta con passione, fornendo sempre quell’assistenza infermieristica, necessaria e fondamentale, per trattare, aiutare e assistere tutti i cittadini”. La procura di Ragusa aveva aperto una inchiesta sui presunti ritardi nei soccorsi, con un medico e l’infermiere dell’ambulanza indagati come atto dovuto, a seguito delle dichiarazioni della madre della piccola vittima.

Gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo del bambino, l’11enne Alessio D’Antonio, avevano accertato che il bambino non si sarebbe potuto comunque salvare, perchè sarebbe morto quasi sul colpo a causa di una emorragia inarrestabile massiva provocata dal distacco violento di una gamba.

E’ richiuso invece nel carcere di Ragusa, in attesa di essere interrogato domani dal giudice, il 37enne vittoriese Rosario Greco, il guidatore del suv che ha investito in pieno i 2 cuginetti mentre giocavano davanti al portone di casa e la cui posizione si è nel frattempo aggravata con la morte di Simone, che si è aggiunta a quella del cuginetto Alessio (foto). L’uomo aveva già ammesso agli investigatori di essersi messo al volante della Jeep Renegade nonostante avesse assunto cocaina e bevuto birra. A bordo c’erano altri 3 amici di Greco, pure loro indagati.