Fiaccolata e veglia per Alessio, oggi i funerali e lutto cittadino

Fiaccolata e veglia per Alessio, oggi i funerali e lutto cittadino

Era palpabile alla fiaccolata organizzata a Vittoria il dolore di una città intera per la tragedia che ha tolto la vita all’11enne Alessio D’Antonio e che ha costretto all’amputazione delle gambe al cuginetto coetaneo, entrambi falciati da un suv al termine della sua corsa incontrollata. Un numero impressionante di persone ha preso parte al momento di preghiera (foto), in un silenzio a tratti irreale e carico di commozione. Tutti uniti alle 2 famiglie improvvisamente travolte da un destino crudele. L’ultimo saluto al piccolo Alessio sarà rivolto domani, giornata in cui è stato proclamato il lutto cittadino. Il corteo funebre muoverà dalla casa del bambino, in via IV maggio, luogo della tragedia, per raggiungere la basilica di San Giovanni Battista, dove alle 10.30 saranno celebrati i funerali, officiati dal vescovo di Ragusa, Monsignor Carmelo Cuttitta. Intanto restano stabili ma gravi le condizioni cliniche del ragazzino di 12 anni, ricoverato al policlinico di Messina dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico che purtroppo non è bastato a salvargli le gambe, maciullate dall’impatto con il suv, che ha travolto i 2 bambini mentre stavano giocando davanti alla porta di casa, uccidendo sul colpo il piccolo Alessio.

Il guidatore della macchina, il 37enne vittoriese Rosario Greco, è in carcere con l’accusa di omicidio stradale aggravato, in attesa di essere interrogato dal giudice. L’uomo ha comunque già ammesso davanti agli investigatori di essersi messo al volante dopo aver assunto cocaina e bevuto birra, come confermato dal tasso alcolemico di 4 volte superiore a quello consentito dalla legge. In effetti le telecamere di sorveglianza della zona avevano ripreso il suv mentre piombava sulla stretta strada a velocità elevata, invadendo il marciapiede dove i 2 cuginetti stavano giocando e non concedendogli scampo. Alla luce di ciò i genitori del piccolo Alessio, stravolti dal dolore, hanno dunque dichiarato di augurarsi che l’uomo possa marcire in galera.