Strage di Viareggio in cui morì un 42enne di Pozzallo: condanne

Strage di Viareggio in cui morì un 42enne di Pozzallo: condanne

La Corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Fs e di Rfi, imputato nel processo per la strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009, quando il treno merci Trecate Gricignano costituito da 14 carri cisterna contenenti gpl deragliò alla stazione della città toscana provocando 32 morti. Per Moretti, che in primo grado era stato condannato a 7 anni, la procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi. L’ex ad, che non era in aula al momento della lettura della sentenza, è stato condannato non solo come ex amministratore delegato di Rfi, ma anche come ex ad di Fs. Diversamente da quanto deciso in primo grado, quando il tribunale di Lucca aveva considerato la condanna solo rispetto alla sua funzione di amministratore delegato di Rfi.

Condannati a 6 anni Michele Mario Elia (ex ad di Rfi) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia). Per Elia la procura generale aveva chiesto in requisitoria 14 anni e 6 mesi (in primo grado era stato condannato a 7 anni e 6 mesi), mentre per Soprano 7 anni e 6 mesi. Assolto, invece, Giulio Margarita (ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) che in primo grado era stato condannato a 6 anni e sei mesi. Per lui il pg aveva chiesto 12 anni e sei mesi ma per i giudici “il fatto non sussiste”. La sentenza di secondo grado è arrivata a nove giorni dal decimo anniversario della strage.

I giudici della corte di appello di Firenze in camera di consiglio hanno dovuto tener conto della prescrizione scattata nel maggio 2018 per i reati di incendio e lesioni plurime colpose contestati a numerosi imputati. La prescrizione in questo processo vale 6 mesi di sconto di pena. Tre le 32 vittime ci fu anche Rosario Campo, 42 anni, di Pozzallo, mentre la moglie Claudia Frasca sopravvisse all’esplosione. La donna fu ricoverata al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena in seguito alle gravi ustioni riportate nell’incidente ferroviario che costò la vita al marito.

La donna fu sottoposta a vari interventi chirurgici di ricostruzione di tutte le aree devastate dalle ustioni, tra cui il viso, per poi essere trasferita nel Centro di Riabilitazione dell’Azienda Sanitaria cesenate, all’ospedale «Marconi» di Cesenatico. A fianco di Claudia ci sono sempre stati i due figli. La famiglia pozzallese si era trasferita in Toscana per motivi di lavoro. Quella tragica sera del 29 giugno, Claudia e Rosario stavano facendosi un giro in sella ad uno scooter. Marito e moglie non potevano immaginare di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, in prossimità dei binari della stazione di Viareggio, dove un treno-merci carico di Gpl sarebbe esploso da lì a poco, lasciando la donna vedova.