Non furono spese pazze, solo di rappresentanza: assolto Leontini

Non furono spese pazze, solo di rappresentanza: assolto Leontini

Non furono spese pazze, ma solo di rappresentanza. Innocenzo Leontini, già capogruppo del Pdl all’Assemblea regionale nel periodo 2008-2012, ed ultimamente europarlamentare uscente di Fratelli d’Italia, è stato assolto in secondo grado dall’accusa di peculato. In primo grado l’ex deputato ispicese era stato condannato a due anni di carcere, pena sospesa, dal gup Riccardo Ricciardi, in un giudizio svoltosi col rito abbreviato. L’appello presentato da Leontini ha avuto esito positivo perché la sentenza della prima sezione della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Maria Elena Gamberini, a latere Mario Conte e la relatrice Luisa Anna Cattina, ha dato ampia ragione ad Innocenzo Leontini. Il deputato ha potuto dimostrare con fatti riscontrabili che le spese effettuate, tra cui alcuni oggetti in oro e argento presso una gioielleria di Modica ed altri cadeaux, erano stati acquistati con fondi pubblici assegnati al gruppo parlamentare dell’allora Pdl quali spese di rappresentanza, e non per fini personali.

In gioielleria Leontini aveva speso 210 euro per due piatti di cristallo, 486 euro per un servizio di 6 tazze, 236 euro per 3 piatti da portata in acciaio, 15 euro per un cesto floreale, 237 euro spesi al supermercato per comprare panettoni, pandori e bottiglie di spumante. Altri 830 euro per riparare una “non meglio identificata autovettura”. Tra le spese contestate a Leontini, anche quella per una multa di 51 euro legata a un eccesso di velocità. L’inchiesta fu avviata dalla Guardia di Finanza di Palermo e coinvolse all’inizio ben 97 deputati all’Ars. Alla fine furono solo i capigruppo parlamentari, tra cui Leontini, ad essere rinviati a giudizio e da qui tutto l’iter giudiziario che si chiude con la sentenza in Appello.