Appropriazione indebita: Maurizio Tumino è stato assolto con formula piena

Appropriazione indebita: Maurizio Tumino è stato assolto con formula piena

“Questa accusa infondata non ha nulla a che vedere con la politica e mi lascia davvero sereno”: furono queste le parole pronunciate dal già candidato sindaco di Ragusa Maurizio Tumino quando, nel bel mezzo della campagna elettorale per le amministrative 2018, fu raggiunto da un decreto di citazione diretta a giudizio, emesso dalla procura iblea, per il reato di appropriazione indebita ai danni di un imprenditore. A distanza di quasi un anno, i fatti hanno dato ragione a Tumino, assolto dal giudice del tribunale di Ragusa con la formula “perchè il fatto non sussiste”. L’imputato è stato difeso dall’avvocato Fabrizio Cavallo, il quale aveva chiesto che il suo assistito venisse giudicato con il rito abbreviato. Il tribunale di Ragusa, all’esito dell’udienza celebratasi mercoledì mattina, ha quindi prosciolto con formula piena l’imputato da ogni accusa.

Tumino, secondo l’accusa, nella qualità di rappresentante legale di una azienda di costruzioni, si sarebbe appropriato indebitamente di attrezzature edili (ponteggi, telai, quadri elettrici, una pompa idrica di sollevamento), ottenute con regolare concessione del proprietario, per agevolare la realizzazione di alcuni lavori in un cantiere a Ragusa, senza averle restituite al termine dell’utilizzo. Maurizio Tumino, nell´ambito della conferenza stampa a suo tempo convocata per dire la sua sulla vicenda, come accennato si definì sereno e continuo a correre per la carica di primo cittadino di Ragusa, dal momento che la vicenda non aveva nulla a che vedere con la sfera politica. Tumino, peraltro, era già a conoscenza di questi fatti, essendo di parecchio tempo antecedenti alla sua candidatura a sindaco di Ragusa per il centrodestra. “Qualcuno dei miei detrattori – dichiarò all’epoca – ha pensato di tirare fuori questa vicenda già dallo scorso 17 aprile, quando presentai la mia candidatura ufficiale a sindaco, con il chiaro intento di danneggiarmi nella delicata fase della campagna elettorale. Ma chi mi conosce, sa che sono un “uomo del fare” che ha sempre tirato dritto.

Mi dispiace per tutto questo fango, per questo odio, per tutta questa cattiveria gratuita addosso alla mia persona, sulla precaria base di quisquilie, anche perchè nessuno mi chiese formalmente all’epoca dei fatti contestati la restituzione delle attrezzature edili, altrimenti avrei provveduto immediatamente”.