La polizia denuncia 4 titolari di 3 aziende agricole di un’unica famiglia per sfruttamento del lavoro

La polizia denuncia 4 titolari di 3 aziende agricole di un’unica famiglia per sfruttamento del lavoro

Ancora un caso di sfruttamento dei lavoratori a Vittoria: stavolta sono 4 i titolari di 3 aziende agricole della fascia trasformata, di cui uno recidivo e tutti appartenenti ad un’unica famiglia, ad essere stati denunciati dalla polizia. Sono stati sottoposti a controllo 23 braccianti, di cui 6 donne, quasi tutti rumeni, molti dei quali costretti a vivere in strutture fatiscenti e precarie, ricavate abusivamente in un capannone, per le quali pagavano anche un affitto al datore di lavoro, la cui somma veniva sottratta dalla già esigua busta paga. I lavoratori impiegati senza alcun contratto erano 5, tra questi anche 2 minorenni, mentre gli altri erano stati ingaggiati. Le dichiarazioni dei braccianti sono apparse tutte inverosimili in quanto avevano riferito di percepire una paga quasi consona al contratto collettivo, ma probabilmente, secondo gli inquirenti, erano stati istruiti in tal senso dal loro principale, pena il licenziamento. Qualora i dipendenti avessero dichiarato il falso, saranno denunciati per favoreggiamento personale per aver aiutato i datori di lavoro ad eludere le indagini.

Tra i dati rilevanti del controllo vi è la nuova denuncia per sfruttamento del lavoro a carico di uno dei titolari, che era già stato arrestato in quanto proprietario di un’altra azienda agricola sita a pochi chilometri di distanza da quella ora sottoposta ad ispezione. Il soggetto, già arrestato, si è pure lamentato per il nuovo controllo, in quanto si sarebbe ritenuto perseguitato, chiedendo qualche settimana di tempo per poter mettere in regola tutte le aziende di proprietà. L’uomo non ha avuto alcuna dilazione dei tempi rispetto ad un nuovo controllo casuale che, come evidenziato dagli stessi investigatori, ha consentito di riscontrare come non avesse modificato la sua gestione, anche ai danni dei braccianti.