Comune di Vittoria sciolto per mafia. Sindaco Moscato: "Faremo ricorso"

"Cari vittoriesi, non preoccupatevi: vi faremo conoscere tutta la verità": questo il commento a caldo del sindaco decaduto Giovanni Moscato a seguito dello scioglimento per mafia del comune di Vittoria deliberato dal Consiglio dei ministri su richiesta del ministro Salvini. Per Moscato, che ha già preannunciato il ricorso alla magistratura amministrativa avverso la decisione giunta da Roma, si tratta di "Un durissimo colpo all´immagine e all´economia della città". Un po´ come accaduto a suo tempo a Scicli, in una situazione fin troppo analoga da cui poi l´immagine della città fu riabilitata: non ci fu mafia. E a Vittoria come finirà? Moscato è sicuro dei fatti suoi: lui si è sempre dichiarato estraneo a qualunque fatto contestatogli dalla procura di Catania e adesso ha affidato il suo pensiero ad una lunga nota in cui specifica, tra l´altro, che "Abbiamo affrontato il nostro mandato che ci hanno consegnato oltre 15.000 vittoriesi con il massimo rispetto istituzionale sin dal primo giorno. Per l´onore che riveste la fascia tricolore in questi mesi difficilissimi avuti a seguito degli arresti di un ex sindaco e di un consigliere comunale del Pd e quindi all’opposizione e quindi dell’insediamento della commissione prefettizia, abbiamo tenuto un profilo bassissimo e assolutamente istituzionale, non rispondendo mai alle calunnie degli avversari che, pur di abbattere il nemico, hanno soffiato, tifato, inviato esposti anonimi falsi pur di mandarci via e ottenere il commissariamento della città.

Lo scioglimento del consiglio comunale che comporta la decadenza di tutti gli organi amministrativi, compreso sindaco e giunta, purtroppo distruggerà per sempre l’immagine della nostra città, una macchia indelebile che rischia di travolgere anche la nostra economia. Ma le istituzioni vanno rispettate sempre, anche quando prendono decisioni che ai nostri occhi possono apparire ingiuste o inique o sbagliate, ci saranno sempre i mezzi ordinari di impugnazione. Quindi anche in questo caso accogliamo la decisione delle istituzioni con massimo rispetto e con la massima serenità. La serenità di chi ha sempre lavorato con un unico obiettivo: quello di far crescere la città. Non abbiamo nulla di cui rimproverarci e siamo orgogliosi dei tanti obiettivi raggiunti in 24 mesi. Chiaramente non siamo noi a dover spiegare alla gente perché è stato sciolto il consiglio comunale.

Sappiamo tutti – prosegue Moscato – che le indagini della commissione sono state concentrate nell’attività amministrativa degli 2006/2016, quando noi non eravamo a palazzo Iacono. Noi non abbiamo avuto nessun contatto con presunti mafiosi, nessun incontro, nessun favore fatto a questa gente. Quando abbiamo governato lo abbiamo fatto sempre tenendo lontano qualsiasi sospetto. Basti pensare alla stretta sul mercato, alle aziende in odor di mafia a cui abbiamo revocato e inibito per la prima volta l’ingresso al mercato ortofrutticolo, alle denunce pubbliche fatte dal sottoscritto con nomi e cognomi.

L´arrivo dei commissari è una sconfitta per la politica e la politica che ha governato questa città per decenni deve farsi qualche domanda. Adesso, però, non è il momento delle polemiche ma del rispetto delle istituzioni. Chiaramente ci rivolgeremo alla magistratura amministrativa per chiedere di mettere al vaglio la decisione del consiglio dei ministri che ha colpito la nostra città, perché è giusto muoversi nelle opportune sedi per difendere la città. La città non può pagare per gli errori di pochi, quest’amministrazione non può pagare per le colpe del passato, nessuno può pagare per le colpe degli altri. Nei prossimi mesi conosceremo e faremo conoscere gli atti e ne parleremo pubblicamente.

Adesso è il momento del silenzio. Grazie a tutti i vittoriesi che ci sono stati vicini, grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto. Grazie a tutti coloro che ci stanno subissando con migliaia di testimonianze di affetto e stima. Adesso va difesa la città, non e’ momento delle divisioni volute dai soliti noti. Saranno mesi difficili ma la città – conclude Moscato – ha il dovere di collaborare con i commissari che verranno nominati".