Per la Cassazione "I Nicosia non dovevano essere arrestati"

La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dalla procura distrettuale antimafia di Catania avverso l’ordinanza del tribunale del riesame di revoca degli arresti per l’ex sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia, e per suo fratello Fabio, all’epoca dei fatti consigliere comunale del Pd. Scrive Peppe Nicosia: «Prima con il tribunale del riesame e ora con il provvedimento della suprema Corte si conferma la mancanza di indizi dei reati per cui era stato disposto l’arresto e si suggella la valutazione del tribunale del riesame che aveva ritenuto inesistente altresì l’ipotesi di scambio di voto con la criminalità, non sussistendo né la mafia, né l’ipotesi di vantaggi personali ed economici per i soggetti coinvolti. Io e mio fratello – prosegue Peppe Nicosia – siamo vittime di un clamoroso errore giudiziario che, a maggior ragione, dopo il pronunciamento da parte della più alta corte di giustizia, ha l’amaro sapore del sopruso.

Le ipotesi accusatorie del 21 settembre, con l’annullamento giudiziario passato in giudicato, non esistono e non hanno più alcuna vita propria. Giuridicamente, invece, il procedimento versa ancora nella fase delle indagini preliminari, contravvenendo – conclude Nicosia – a qualunque ordinario svolgimento dei termini previsti dal codice di rito».