Al via il restauro della chiesa rupestre di S. Nicolò inferiore

Al via da martedì i lavori di restauro della chiesa rupestre di S. Nicolò inferiore. L’intervento è stato reso possibile grazie al contributo di 19.000 euro che il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) e Intesa Sanpaolo hanno scelto di destinare nell’ambito del 10° censimento “I Luoghi del Cuore”. Nel 2020, 30.226 persone hanno sostenuto la Chiesa rupestre, facendole raggiugere il sesto posto nella classifica nazionale. Il “Centro Studi sulla Contea di Modica” e l “Associazione Culturale Via” hanno potuto così partecipare al bando “I Luoghi del Cuore” che il Fai lancia dopo ogni censimento a favore dei monumenti che hanno raggiunto una soglia minima di voti. Il progetto di recupero della chiesa bizantina può così essere avviato grazie anche al cofinziamento del comune e di alcuni sponsor privati. I lavori di restauro, affidati a Gaetana Ascenzo Restauri e Methodos di Valeria Mallia, permetteranno di tramandare alle future generazioni un bene di inestimabile valore. La chiesa, scoperta quasi per caso nel 1987 dall’allora direttore del museo civico Duccio Belgiorno, nel 1992 venne acquistata dal Centro Studi sulla Contea di Modica, che si è occupato, attraverso scavi archeologici, di riportare alla luce le varie stratigrafie che testimoniano la sua evoluzione. Il piccolo edificio, è costituito da un ambiente di circa 45 metri quadrati e da un’abside semicircolare con affreschi di epoca bizantina, che mostrano il Cristo Pantocratore circondato da angeli. Lungo le pareti è visibile una seduta ottenuta dalla roccia calcarea in cui è scavata la chiesa. L’edificio rappresenta la traccia più evidente e conservata di architettura rupestre bizantina nell’area dei Monti Iblei ed era probabilmente il luogo di culto del quartiere grecofono altomedievale della città.