Scuole riaperte, gli studenti disertano: è sciopero generale

Scuole riaperte, gli studenti disertano: è sciopero generale

Le scuole hanno riaperto ma gli studenti disertano le lezioni. Solo una minima percentuale è entrata in classe nel giorno in cui il presidente della Regione ha ufficializzato la ripresa delle lezioni. La Consulta provinciale studentesca di Ragusa ha peraltro indetto uno sciopero generale per gli studenti iblei per 3 giorni. Percentuali minime di presenze in classe negli istituti superiori mentre è andata meglio negli altri ordini, elementari e medie. La Consulta provinciale studentesca di Ragusa è entrata in campo ed ha così motivato la sua decisione dopo una riunione urgente del direttivo presieduto da Giulia Di Dio: “Lo sciopero generale di tutti gli studenti della provincia di Ragusa verrà svolto come assenza di massa quindi in totale sicurezza, non verrà tollerata alcuna manifestazione, assembramento o qualsiasi altra attività che vada in contrasto con le vigenti normative sanitarie covid, qualora verranno infrante queste ultime ci dissociamo completamente e ci esentiamo da qualsiasi responsabilità. Comprendendo la piena responsabilità di ogni azione, vogliamo esprimere il nostro consenso unanime per il rientro a scuola in piena sicurezza ed evitando altri contagi, a tal proposito chiediamo alle istituzioni di creare le giuste condizioni per il rientro a scuola in piena sicurezza con l’obiettivo di interrompere la catena dei contagi. Qualora le istituzioni non riconoscano la possibilità di garantire un rientro in piena sicurezza, chiediamo l’adoperarsi della modalità a distanza per proseguire gli studi in massima sicurezza evitando il dilagarsi dei contagi”.
LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE IN SICILIA TRA DUBBI E PROTESTE
Il governo Musumeci ha dovuto adeguarsi alla linea dettata dal governo nazionale nonostante le perplessità dei dirigenti scolastici, dei sindacati e di alcune associazioni di genitori che avevano richiesto lezioni con didattica a distanza (dad), e gran parte dei 600.000 studenti interessati non ci stanno e disertano le lezioni. In sede di riunione del comitato ristretto che doveva decidere sulla riapertura delle scuole le posizioni sono state contrapposte tra chi voleva fare slittare ancora la ripresa delle lezioni almeno fino alla fine mese per far calare il picco dei contagi dopo le feste di Natale e chi ha sostenuto con forza la linea governativa. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, a nome dell’Anci, ha ribadito di essere pronto a firmare ordinanze comunali per non fare partire le lezioni e ha chiesto dati “certi dei contagi comune per comune e di conoscere la reale pressione alla quale sono sottoposti tutti i presidi sanitari”. E ha aggiunto che chi decide il rientro a scuola si assume anche la responsabilità dell’aumento dei contagi. Contrari anche diversi presidi e i sindacati. Franco Pignataro per la Flc Cgil Sicilia ha rappresentato le condizioni “drammatiche” in cui si trovano le scuole, soprattutto dal punto di vista organizzativo. “Abbiamo chiesto ancora qualche giorno, ma senza una norma del governo nazionale non c’è nulla da fare a quanto pare”, dicono dalla Flc Cgil. Maurizio Franzò, ispicese, dirigente del “Curcio”, presidente dell’Associazione nazionale presidi in Sicilia dice: “Non essendovi le condizioni normative per fare diversamente, l’associazione nazionale presidi non chiederà cose non applicabili, ma lasciamo alle autorità sanitarie competenti di assumersi la responsabilità, laddove ne ricorrono le condizioni, di classificazione dei territori in zona arancione per consentire ai sindaci di emettere le relative ordinanze. Ho chiesto anche che si abbia un canale privilegiato per la consegna di mascherine Ffp2, una più stretta correlazione dei dati inseriti in piattaforma, poiché rileviamo delle anomalie, un ampliamento delle sedi ove poter far fare i tamponi agli studenti”.