La modicana operata di tumore in Piemonte. Ecco perchè

La modicana operata di tumore in Piemonte. Ecco perchè

“Dalla Tac all’addome della paziente eseguita in data 8 ottobre 2021 era emersa una neoplasia del pancreas, presumibilmente maligna, quindi la nostra diagnosi era corretta e non ci eravamo fermati solo al riscontro della presenza di cisti”: è quanto specificatoci al telefono dal primario di chirurgia generale dell’ospedale Maggiore di Modica Goffredo Caldarera, in riferimento al caso della signora modicana di 53 anni, che, dopo essere stata dimessa dal nosocomio modicano, era stata operata per l’asportazione di un carcinoma maligno al pancreas all’ospedale Ferrero di Verduno, un piccolo comune in provincia di Cuneo, nel reparto di chirurgia diretto dal medico chirurgo modicano Vincenzo Adamo. I familiari avevano deciso di percorrere la strada del ricovero in Piemonte proprio dopo che la loro congiunta era stata dimessa dal Maggiore di Modica, in attesa degli esami approfonditi da effettuare a Catania e che avrebbero richiesto alcuni giorni. Tempo prezioso che la donna non aveva, rischiando addirittura la vita. “Dovevamo necessariamente procedere con accertamento istologico per confermare la diagnosi tramite ecoendoscopia con biopsia all’Humanitas di Catania – ci spiega il primario Caldarera dell’ospedale di Modica – consegnando al contempo alla signora il foglio di dimissioni in cui veniva specificato di tornare da noi non appena fossero disponibili gli esami richiesti nel nosocomio etneo. Avevamo quindi intuito che si potesse trattare di neoplasia, stilando l’esatta diagnosi, ma non disponiamo delle attrezzature mediche necessarie per questo genere di esami. Di conseguenza avevo avvisato personalmente lo scorso 11 ottobre il centro etneo – conclude il primario del Maggiore – per far procedere in tempi celeri alla prenotazione dell’esame in questione, ma non posso essere responsabile delle reali e necessarie tempistiche dell’Humanitas”. Ma proprio il tempo, come evidenziato, era ciò che mancava alla paziente. All’ospedale di Verduno la 53enne di Modica era stata quindi sottoposta immediatamente ad un delicato intervento chirurgico di “Splenopancreasectomia per carcinoma mucinoso del corpo del pancreas, da 5 centimetri, con infiltrazione tangenziale della vena mesenterica superiore”. Un intervento complesso, ma perfettamente riuscito. “In alternativa – ci fa sapere il figlio della paziente 53enne – dopo le dimissioni di mia mamma dall’ospedale di Modica e il repentino peggioramento delle sue condizioni di salute, avremmo ancora dovuto attendere la telefonata dell’Humanitas di Catania, con tutte le tempistiche del caso, ritirare gli esami non appena fossero stati disponibili e recarci di nuovo al Maggiore per un nuovo ricovero propedeutico all’operazione chirurgica, poi eseguita in tempi più rapidi dal dottor Adamo all’ospedale di Verduno, proprio perché ogni minuto – conclude il figlio della donna – poteva rivelarsi prezioso in casi del genere”. Il primario di Modica, dal canto suo, non discute sulle scelte operate dai familiari della paziente, scaturite da esigenze di tempistica, ma tiene però a precisare che la diagnosi effettuata al Maggiore era corretta e si sarebbe quindi alla fine addivenuti alla medesima conclusione. Ciò che comunque conta davvero è che ora la signora Lucia sta abbastanza bene e si sta sottoponendo ad un ciclo di chemio a Ragusa, nell’ambito del decorso post operatorio.