Deposte al cimitero di Scicli le ceneri del maestro Guccione

Deposte al cimitero di Scicli le ceneri del maestro Guccione

Una nuda lastra di pietra bianca con ai lati 2 piante di ibiscus e un’agave: le ceneri di Piero Guccione, a 3 anni dalla sua morte, sono state deposte al cimitero di Scicli, nello spazio riservato agli sciclitani illustri. L’urna con le ceneri è stata deposta dalla figlia Paola all’interno del monumentino, che è diventato la “casa” di Piero Guccione. La figlia ha ringraziato quanti sono stati presenti ed hanno voluto rendere un saluto al padre. Lo storico Paolo Nifosì, amico e “cantore” dell’opera di Guccione, ha tratteggiato il profilo umano e artistico di un uomo radicato nella sua terra che ha rappresentato con i colori , i fiori, i paesaggi il paesaggio ibleo rendendolo universale. Tra questi il carrubo come espressione del verde, il mare nelle sue tante sfumature, l’ibiscus in tutte le sue versioni e colori. «Guccione scopre l’ibiscus a Punta Corvo – dice Paolo Nifosì – alla fine degli anni sessanta e lo accompagnerà fino agli ultimi giorni. Quando voleva fare un regalo ad un amico, donava un fiore di Ibiscus. Una delle lezioni che mi ha dato Piero è quello di dire: “Io mi sono sempre fidato dell’inconscio”. È un concetto che va oltre il principio di razionalità. In Guccione la creatività coincideva con l’artigianalità. Un lavoro duro, una liturgia del giorno che era in fondo quella di un frate conventuale. Rappresentò la dimensione dell’azzurro con il mare e il cielo come un luogo infinito”.