Il ministro affida al vittoriese Giordano la lotta al lavoro nero

Il ministro affida al vittoriese Giordano la lotta al lavoro nero

Il ministro del lavoro Andrea Orlando affida ad un vittoriese la lotta al lavoro nero: Bruno Giordano, 54 anni, è stato infatti nominato da qualche mese alla guida dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, l’agenzia del governo istituita nel settembre del 2015, che si occupa della tutela e della sicurezza sul lavoro. Vittoriese di nascita e formazione, magistrato presso la Corte di Cassazione, è stato in carriera come Gip del Tribunale di Milano e prima pretore a Torino, è anche professore a contratto di diritto della sicurezza del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza di Milano. Giordano conosce bene le dinamiche del capolarato, essendo nato in un territorio che ha fatto registrare negli anni numeri significativi. Il magistrato ha già avviato una task force che ha condotto numerose ispezioni nelle campagne siciliane, pugliesi e campane, in particolare. Non è solo il fenomeno capolarato che viene tenuto sotto osservazione ma anche il lavoro nero. Il fenomeno è infatti diffuso un po’ dovunque nelle piccole e medie imprese che sono quasi il 90 per ceto del tessuto produttivo italiane. Basti pensare che nel 2020 quasi l’80 per cento delle aziende controllate è risultato irregolare. L’analisi del fenomeno capolarato, nell’approccio del magistrato vittoriese, va poi letta in un ambito più ampio che non sia l’agricoltura visto che settori nuovi come i rider e la logistica fanno registrare preoccupanti fenomeni. Nelle intenzioni di Bruno Giordano c’è la creazione di nuove professionalità con attività di formazione specifica in modo da avere funzionari e addetti capaci di capire ed analizzare i dati ed i numeri che emergono. Giordano, oltre all’attività di magistrato, ha condotto attività formazione in vari convegni tra cui quello voluto dalla Prefettura di Ragusa che ha preso in esame la situazione del mondo del lavoro in nero nella provincia iblea.