Italia campioni d’Europa ai tempi del covid. E la prudenza?

Italia campioni d’Europa ai tempi del covid. E la prudenza?

L’Italia vince in casa dell’Inghilterra, in quel tempio sacro dello sport che è lo stadio di Wembley, capace di incutere soggezione e rievocare leggendari ricordi, dopo una finale iniziata malissimo e terminata con un assolo da maestri, nella lotteria dei rigori in cui ha primeggiato il “piccolo gigante buono” Gigio Donnarumma. E il Paese scoppia (giustamente) in un tripudio di festeggiamenti con le canoniche carovane nelle piazze, condite da urlacci e strombazzate senza soluzione di continuità, e assembramenti come se non ci fosse un domani. Tutto molto bello, tanto per restare in tema calcistico. Ma la prudenza contro il covid? Quella, beh, quella è andata a quel paese. L’euforia ha insomma prevalso sul senso di responsabilità individuale. L’importante era festeggiare, fare casino, scendere tutti in strada per scaricare la tensione, per dimenticare per qualche momento i problemi di tutti i giorni, aggravati dal virus sempre in agguato. E poco importano (al momento) le possibili conseguenze. Poco importa se si sarebbe potuto festeggiare in maniera più sobria. Si auspica che non pagheremo tutti (anche coloro che si sono dimostrati un minimo responsabili) le conseguenze di tutto questo, con migliaia di soggetti scesi per strada senza mascherina (non più obbligatoria, ma il buonsenso è un’altra storia) e che poi sono sempre i primi a scrivere sui social post deliranti che non stanno nè in cielo né in terra sul covid che ha rotto le balle, sul “terrorismo mediatico” dei “giornalai” e via discorrendo. Ma intanto godiamoci l’Italia campioni d’Europa e freghiamocene della prudenza. Per il covid c’è sempre tempo.