600 famiglie rischiano di restare senza casa nel Ragusano

600 famiglie rischiano di restare senza casa nel Ragusano

“Almeno 600 famiglie nella sola provincia di Ragusa rischiano di restare senza casa nell’impossibilità di pagare i canoni. Il numero degli sfratti per morosità incolpevole aumenta a dismisura. Dopo il covid, si minaccia una pandemia sociale ma il governo non mostra alcuna volontà di prorogare oltre il 30 giugno la sospensione delle procedure immobiliari. Per questo aderiamo convintamente al presidio unitario organizzato per martedì 29 dai sindacati inquilini a Palermo dinanzi alla Presidenza della Regione”. Lo affermano Salvatore Ciranna e Cecilia Licitra, segretari di Sunia e Sicet Ragusa, e Sergio La Rosa, presidente dell’Uniat iblea, al termine di una riunione nella sede Uil di via Natalelli. Gli esponenti di Sunia, Sicet e Uniat aggiungono: “Non si può procedere negli sfratti mentre il Paese cerca di rialzarsi dall’emergenza sanitaria che ha aggravato crisi e disagio innanzitutto a Ragusa, in Sicilia e nel Meridione. Di fronte a prese di posizione durissime e incomprensibili, chiediamo con fermezza la prosecuzione del blocco. In alternativa, si determinerebbe una situazione insostenibile per tante, troppe, famiglie che rischiano di restare drammaticamente in mezzo a una strada senza alcuna alternativa alloggiativa”. “Da Ragusa – concludono Ciranna, Licitra e La Rosa – rivendichiamo in nome delle 600 famiglie a rischio casa un piano strutturale, concreto e credibile di edilizia pubblica che utilizzi finalmente le risorse esistenti, i fondi strutturali europei 2021-2027 e quelli ex Gescal ancora oggi inutilizzati, oltre ai finanziamenti che verranno con il Recovery Plan. Chiediamo che si punti sulla rigenerazione e sul recupero degli edifici esistenti assieme alla riqualificazione energetica per realizzare in Italia almeno 500 mila nuovi alloggi senza consumo di suolo. Noi, intanto, non resteremo a guardare”.