Dubbi sul “divorzio” tra Rabito e Asp: per ora niente spiegazioni

Il consiglio comunale ha salutato con un lungo applauso l’assessore Luigi Rabito. Dopo l’intervento in aula dello stesso Rabito, che ha parlato, commuovendosi, delle sue dimissioni da primario di rianimazione del Giovanni Paolo II, i consiglieri, riunitisi in presenza dopo lunghi mesi, si sono alzati applaudendo l’assessore ai servizi sociali ed alla Sanità. Queste le parole pronunciate nell’aula consiliare: “Abbiamo vissuto mesi difficilissimi, l’unico faro che abbiamo avuto come consiglio comunale è stato l’assessore Rabito. Ad ogni nostro appuntamento, nonostante il grave carico di lavoro all’ospedale, ci ha condotto lungo la strada della consapevolezza, dando informazioni fondamentali in Aula e quindi a tutta la città. Apprendere delle sue dimissioni deve far sorgere qualche domanda. Come presidente, e a nome dell’intera Aula, mi sembra necessario evidenziare questo fatto di fondamentale importanza. Quando ci sarà un po’ più di serenità, vorremmo anche capire le motivazioni di questa scelta”. Dal suo canto Luigi Rabito ha rinviato a migliore occasioni le motivazioni del suo gesto. “L’ospedale è stata una delle mie ragioni di vita – ha detto Rabito – Ho lavorato per 36 anni, l’ultimo dei quali veramente difficile. Vado via con enorme amarezza – ha continuato -. Avevo una delibera che mi consentiva di stare in servizio fino a febbraio 2025, ma ho deciso, dopo una grande sofferenza, di non voler più essere un dipendente dell’Asp di Ragusa. In questo momento vi prego di rispettare il mio riserbo. Appena sarà possibile renderò pubbliche le motivazioni che mi hanno indotto a lasciare l’ospedale”.

LE DIMISSIONI DEL PRIMARIO RABITO ACCETTATE DALL’ASP
Dimissioni irrevocabili del primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa Luigi Rabito. Il medico, tra l’altro esperto rianimatore e protagonista insieme al suo team di numerosi interventi molto delicati, oltre che referente per la donazione degli organi, pare non voglia più avere più alcun rapporto con l’azienda sanitaria. Rabito ha presentato dunque le sue dimissioni che, come accennato, sono state accettate a partire dal primo settembre prossimo. Ma Rabito non è già più in servizio in quanto è andato in ferie, avendone in arretrato da smaltire. Rabito sarebbe dovuto andare in pensione, ma era stato autorizzato a rimanere in azienda ancora fino al compimento dei 70 anni, nel 2025.