Decine di gatti randagi e domestici avvelenati a Scicli

Decine di gatti randagi e domestici avvelenati a Scicli

Strage di gatti nel quartiere storico di San Giuseppe a Scicli, quello che fa da sfondo alla tradizionale e suggestiva cavalcata di San Giuseppe. Lo denuncia una nostra lettrice con una lettera firmata giunta in redazione. Anche i suoi 2 gatti domestici ci sono andati di mezzo in questa vera e propria carneficina: avvelenati con i circa 30 gatti randagi trovati privi di vita nel giro di pochi giorni. “I malcapitati felini erano ormai parte integrante di questo quartiere e tante persone si prendevano cura di loro nutrendoli giornalmente – si legge nella missiva – ma purtroppo però la cosa sarà “sfuggita di mano” a qualcuno, che, anziché contattare persone preposte a limitare il loro moltiplicarsi, intervenendo con apposite procedure legalizzate, ha invece crudelmente pensato di ucciderli tutti nel giro di pochi giorni, avvelenandoli”.

Nonostante le numerosi segnalazioni effettuate dai residenti all’amministrazione comunale – prosegue la lettera – denunciando non solo l’avvelenamento dei mici, ma anche lo stato di abbandono delle viuzze tanto amate dai residenti e dai turisti in vacanza che da qui hanno accesso ai santuari del Calvario e della Croce, non sembra essere né utile né importante restituire la dignità e la bellezza che questo quartiere conserva ancora. Con l’arrivo della primavera, le sterpaglie presenti nelle uniche vie d’accesso per raggiungere le proprie abitazioni sono riuscite ad ostruire il passaggio.

Apprezzabile l’iniziativa del 25 maggio che ha visto coinvolti un gruppo di volontari che hanno ripulito qualche parte dell’ambiente, peccato però che le erbacce estirpate giacciono ancora dopo una settimana dentro i sacchi di colore azzurro della spazzatura. Prezioso il lavoro dei volontari ma se non aiutati da chi è pagato per rendere vivibile e bellissima la città in cui vive, ciò è totalmente inutile. La pubblica amministrazione ha il dovere di tutelare i propri cittadini di qualunque quartiere facciano parte. Dare delle risposte e prendere dei provvedimenti seri su queste delicate questioni – conclude la lettera – è dunque doveroso e indispensabile”.