Schermaglie alla “Don Camillo e Peppone” animano Ragusa

Schermaglie alla “Don Camillo e Peppone” animano Ragusa

Una sorta di schermaglia che richiama alla mente quelle memorabili tra Don Camillo e Peppone anima in questi giorni l’agone politico a Ragusa: solo che, a differenza delle vicissitudini dei personaggi di Guareschi, in questo caso c’è poco o nulla da ridere, con tanto di toponomastiche “oscurate” e sindaco indignato. Tutto era accaduto con l’omaggio deposto sotto la targa della via intitolata a Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975 nella cornice degli anni di piombo. La vittima era uno studente di 19 anni militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 marzo da un gruppo di militanti dell’estrema sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia operaia. La deposizione della corona dei fiori a Ragusa era stata seguita dal cosiddetto “saluto romano” con tanto di richiamo ai “camerati”. Un episodio che aveva fatto discutere. Ma qualcuno si è ora spinto decisamente oltre, compiendo un vigliacco atto di vandalismo con l’imbrattamento e la successiva asportazione della targa intitolata a Ramelli.

Un fatto vergognoso che non va proprio giù a Fratelli d’Italia, secondo cui “La polemica politica non può in alcun modo giustificare lo sfregio alla memoria di un ragazzo di soli 19 anni, ucciso barbaramente a colpi di chiave inglese per avere avuto il coraggio di esprimere la propria opinione, in anni in cui opporsi all’egemonia di sinistra poteva costare la vita”.

“Voglio sperare – precisa il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Sittinieri – che questo grave fatto sia da ascrivere all’iniziativa di qualche vandalo occasionale che ha cavalcato le recenti polemiche, piuttosto che ad un atto deliberato con connotazioni espressamente politiche; perché in questo secondo caso sarebbe un’azione che di politico, nel senso più genuino del termine, avrebbe ben poco. Si tratterebbe, invece, di un gesto deprecabile a danno della memoria di un ragazzo innocente e che non farebbe altro che ribadire che oggi, come 46 anni fa, l’unico linguaggio che certa sinistra conosce per confrontarsi con gli avversari – conclude Sittinieri – siano la sopraffazione e la censura”.

Sulla controversa vicenda ha quindi preso doverosamente posizione il sindaco Peppe Cassì, che, in una breve ma incisiva nota, ha ribadito che “E’ accaduto esattamente ciò che avevo auspicato non accadesse: vecchie ideologie hanno creato nuovi contrasti. A seguito dei fatti dei giorni scorsi di via Ramelli, ignoti hanno oscurato le insegne della stessa via con una bomboletta spray. Mentre auto appellarsi “camerati” e fare il saluto romano sono azioni che, stando a recenti sentenze, non oltrepassano il confine della legalità, vandalizzare un oggetto pubblico è certamente un reato, e sarà quindi perseguito legalmente. Personalmente trovo inaccettabili e indigeribili entrambi i fatti – conclude il primo cittadino – distanti da quei valori di civiltà e rispetto che proprio la storia avrebbe dovuto insegnarci”.