Protesta chalet a Donnalucata e piano spiagge “nel cassetto”

Protesta chalet a Donnalucata e piano spiagge “nel cassetto”

In attesa del giudizio di merito del Tar sul controverso insediamento di uno stabilimento balneare nella spiaggia di ponente a Donnalucata le associazioni hanno fatto sentire la loro voce. Una protesta, che come evidenzia la foto, ha suscitato pochi entusiasmi visto che sono state poco più di una trentina di persone a darsi appuntamento sull’arenile proprio in prossimità del costruendo stabilimento balneare.

Le associazioni locali e gli ambientalisti temono per l’identità della spiaggia, per uno stravolgimento del luogo dove nidifica la tartaruga Caretta Caretta così come è stato evidenziato in un poster affisso. Il dato di fatto è che i lavori, grazie alla sospensiva del Tar, organo al quale si era rivolto il titolare della concessione, potranno iniziare, dal momento che aveva a suo tempo ottenuto tutte le autorizzazioni e le licenze previste dalla legge, fino alla concessione rilasciata dal Demanio Marittimo, che ha competenza esclusiva, per l’uso dell’arenile. Nei giorni scorsi il Comune aveva diffidato il privato a non iniziare i lavori, nell’attesa di una corretta indicazione catastale dell’area interessata. Contemporaneamente la Sovrintendenza di Ragusa ha emanato un proprio provvedimento di sospensione dei lavori, per ragioni di ordine tecnico circa le modalità di esecuzione costruttiva.

In attesa del giudizio di merito del tar nella seduta fissata per mercoledì 26, gli ambientalisti puntano il dito contro il piano spiagge nuovo mai approvato, inspiegabilmente. In una nota di Legambiente Scicli si legge che “La concessione è stata rilasciata facendo riferimento ad un piano spiagge risalente al 2007. Questo perché l’amministrazione di Scicli – prosegue la nota – non ha mai risposto ai solleciti del Demanio e poi ha tenuto nel cassetto quello redatto dal Commissario ad acta, invece di inviarlo alla Regione Siciliana.

Nel nuovo piano spiagge era prevista, tra le altre cose, la valutazione ambientale strategica (Vas) che il Commissario aveva predisposto e il piano si sarebbe dovuto discutere in consiglio comunale. A seguito di questi incomprensibili ritardi da parte dell’amministrazione – chiude la nota – non solo è rimasto in vigore il piano del 2007, ma la comunità è stata privata del diritto di intervento previsto nelle varie fasi del procedimento”.