Ecco come gestire il parto di cani e gatti secondo il veterinario

Ecco come gestire il parto di cani e gatti secondo il veterinario

di Manè Occhipinti

Letizia Schininà, Medico Veterinario, che dedica parte della sua professione sul monitoraggio ecografico e gestione della gravidanza del cane e del gatto, spiega come gestire il parto dei nostri amici di casa. La sua “testimonianza è significativa: “Durante le mie giornate lavorative e soprattutto in questo particolare periodo ho potuto godere di splendidi momenti insieme ai proprietari che hanno condiviso con noi la nascita dei propri cuccioli, evento che sia che avvenga in casa che in clinica ci riempie sempre il cuore di gioia.

Mamma cagna e gatta spesso non hanno bisogno di aiuto da parte del medico veterinario, sono dotate di un forte istinto che le guida, dalla preparazione del giaciglio alla cura dei cuccioli. La gestazione nella cagna dura in media 62 giorni, nella gatta 64, dati che possono variare in base a razza, numero di cuccioli e vari fattori genetici. Proprio per questo il mio consiglio è quello di avvisare il veterinario (a partire dal 40mo giorno dall’accoppiamento), che suggerirà dei monitoraggi ecografici con i quali si potrà controllare il battito del cuore dei feti, monitorare la loro crescita fisica, vederne il sesso e calcolare quanto più precisamente possibile la data del parto in modo da essere preparati ad eventuali complicazioni.

Queste ultime sono molto più comuni in razze brachicefale come bulldog inglese e francese e in altre più piccole come Chihuahua, Yorkshire. È inoltre premura del veterinario preparare al meglio il proprietario a riconoscere i segnali di parto imminente quali irrequietezza, frequente bisogno di urinare, secrezioni vaginali e preparazione del “nido”. La durata del parto è sempre diversa perché tra l’espulsione di un cucciolo e un altro possono passare diverse ore. In questi momenti consiglio di tranquillizzare il proprio animale, limitarsi ad asciugare delicatamente i cuccioli, metterli subito a contatto con la madre e lasciarle mangiare la placenta. I nuovi cuccioli saranno i nostri pazienti futuri che seguiremo durante tutto il loro percorso di crescita e che abbiamo conosciuto fin da quando erano solo un piccolo puntino in un monito ecografico”.