220 contagi da covid sul lavoro e un decesso nel Ragusano

220 contagi da covid sul lavoro e un decesso nel Ragusano

Sono stati 220 i contagi sul lavoro da covid denunciati all’Inail lo scorso anno nella provincia di Ragusa, con purtroppo un decesso. A livello regionale i contagi sono stati 3.501, pari al 2,7% del totale nazionale. 15 i decessi, ossia il 3,5% del totale nazionale. A rilevarlo è il 12° report nazionale sulle infezioni di origine professionale da covid elaborato dall’Inail. I contagi sul lavoro denunciati a livello nazionale sono stati 131.000, pari al 23,7% delle denunce di infortunio pervenute all’Inail nel 2020 e al 6,2% dei contagiati nazionali totali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.

I morti sono stati 423, in maggioranza uomini (83,2%) e con un’età tra i 50 e 64 anni (70,2%), pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno e lo 0,6% dei morti da Covid in Italia. Le denunce ricadono soprattutto nel Nord del Paese: il 47,5% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 28,4%), il 23,0% nel Nord-Est (Veneto 9,7%), il 13,8% al Centro (Lazio 5,6%), l’11,5% al Sud (Campania 5,4%) e il 4,2% nelle Isole (Sicilia 2,7%). Nel Nord-Ovest più della metà dei casi mortali (51,3%, prima la Lombardia con il 37,6%), mentre il Sud con il 18,9% dei decessi (Campania 9,5%) precede il Centro (13,9%), il Nord-Est (12,1%) e le Isole (3,8%, con la Sicilia come detto al 3,5%).

A livello regionale il 29% dei contagi denunciati è avvenuto nella provincia di Palermo, il 22% nella provincia di Catania, il 15% a Messina ed il 6,3% a Ragusa. Chiudono la classifica la provincia di Trapani e di Agrigento con poco più del 3%. Del totale, il 78% delle denunce si riferisce al comparto sanità ed assistenza sociale, il 7% alla pubblica amministrazione il 5% ai servizi alle imprese. Le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio-sanitari e ausiliari ospedalieri. Tra i tecnici della salute l’88,4% sono infermieri, il 2,7% fisioterapisti e il 2,3% tecnici sanitari di ragiologia. Tra i medici oltre il 50% sono medici generici, internisti, cardiologi e anestesisti-rianimatori.

In Sicilia è stato novembre il mese più critico per le denunce, concentrando quasi il 38% dei 3.501 casi pervenuti dall’inizio dell’epidemia, seguito da ottobre e dicembre. L’andamento regionale dei contagi denunciati è analogo a quello nazionale ma ne differisce per intensità: sensibilmente inferiore alla media italiana in occasione della prima ondata, ben superiore nella seconda.