Don Umberto: “Anch’io vaccinato a Scicli, ma in buona fede”

Don Umberto: “Anch’io vaccinato a Scicli, ma in buona fede”

Ha ammesso di essere una delle persone vaccinate a Scicli il 5 gennaio scorso con il metodo del «passaparola», ma ha anche sottolineato di averlo fatto «in buona fede». Don Umberto Bonincontro, sacerdote ultraottantenne, in un’intervista a un’emittente locale ha spiegato di essere stato contattato dal personale amministrativo dell’Asp di Ragusa per contribuire a utilizzare al più presto le fiale scongelate di vaccino, che, altrimenti, sarebbero andate perse, perché alcune persone in lista non si era presentate.

Il sacerdote ha aggiunto di avere contattato anche alcuni suoi conoscenti per informarli che c’erano alcune dosi di vaccino disponibili. Della vicenda si stanno occupando anche i carabinieri del Nas che hanno interrogato alcune persone vaccinate dal personale Asp senza un preciso criterio di priorità.

I carabinieri del Nas di Ragusa hanno difatti avviato indagini sulle dosi di vaccino, circa una trentina, che a Scicli sarebbero state somministrate, come accennato, con il «passaparola» nel giorno dell’Epifania a soggetti non appartenenti al personale sanitario per la mancata presentazione di alcuni degli aventi diritto. Si tratta di accertamenti preliminari, finalizzati a ricostruire come siano andate esattamente le cose. Solo in seguito si valuterà un eventuale rilievo penale. L’Asp di Ragusa, intanto ha sostituito nell’incarico il responsabile delle vaccinazioni, che rimane comunque sempre operativo all’interno dell’azienda sanitaria con la mansione di Capo distretto. Le dosi del vaccino Pfizer Biontech, una volta scongelate e in mancanza del loro immediato utilizzo, rischiavano di essere gettate nella spazzatura.