La diocesi di Noto ha festeggiato i 100 anni di Mons. Guccione

La diocesi di Noto ha festeggiato i 100 anni di Mons. Guccione

La diocesi di Noto ha festeggiato i 100 anni di Mons. Francesco Guccione. La messa di ringraziamento è stata celebrata nella cappella dell’Istituto “P. Giacomo Cusmano” al Boccone del Povero di Modica, dove attualmente risiede monsignor Guccione, alla presenza dell’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice, di Noto, Mons. Antonio Staglianò, di Piazza Armerina, Mons. Rosario Gisana ed il vescovo emerito mons. Giorgio Malandrino oltre che di una rappresentanza dei presbiteri della diocesi, dei sindaci di Noto e Modica e dei familiari.

Una cerimonia raccolta per rispettare le norme anti-Covid ma molto sentita come testimoniano la presenza di quattro vescovi, di cui due, Lorefice e Gisana, già “allievi” di Mons. Guccione nel corso della sua quarantennale direzione del seminario vescovile. Mons. Guccione, dopo la laurea alla “Gregoriana” di Roma, fu infatti nominato direttore spirituale del seminario negli anni 50’ dall’allora vescovo Mons. Calabretta ed ha attraversato per oltre mezzo secolo la vita della diocesi grazie anche al suo successivo incarico di vicario del vescovo che ha svolto dagli anni 70’ fino a 90 anni distinguendosi oltre che per la sua dottrina per il tratto e la gentilezza dell’animo e la vicinanza spirituale al clero.

A mons. Guccione, attento e vigile nonostante la veneranda età, ha rivolto, tra gli altri, un saluto il vicario generale della diocesi, Mons. Angelo Giurdanella: “Ringraziamo il Signore ‘con’ e ‘per’ Mons. Guccione per il suo intenso e lungo servizio di presbitero alla nostra Chiesa: prima padre spirituale, poi rettore in Seminario e per 40 anni vicario generale, servendo con fedeltà, abnegazione e umiltà i Vescovi che si sono succeduti, con attenta obbedienza al magistero del Papa e del Vescovo. È stato anche il primo direttore della Caritas diocesana, delegato vescovile per la vita consacrata e uno dei moderatori del Sinodo diocesano. Sacerdote mite e buono, ha fatto suoi i sentimenti di Cristo Gesù, lasciandosi abitare dal ‘pensiero di Dio’. Tutti gli siamo debitori per la testimonianza di fede e l’esempio di vita che continua a donarci e per questo gli esprimiamo la nostra corale gratitudine e facciamo della sua ‘bella testimonianza’ una luce per i nostri passi”. Semplici ma profonde le parole di Mons. Guccione: “I due zero del 100 rappresentano la mia nullità; il numero 1 davanti, dà valore agli zero e rappresenta il Signore che ha guidato tutta la mia vita e a cui devo tutto”.