Covid, bocciati da task force hotspot Pozzallo e struttura Cifali

Covid, bocciati da task force hotspot Pozzallo e struttura Cifali

L’hotspot di Pozzallo è “strutturalmente inidoneo all’ospitalità di individui con infezione da covid”. Per la commissione regionale che il presidente della Regione Nello Musumeci ha inviato lo scorso 25 agosto non ci sono dubbi. La relazione riguarda anche il centro di accoglienza “Don Pietro” di contrada Cifali, dove ci sono rischi di “promiscuità virologica”. I 2 centri sono quindi bocciati sonoramente per tutta una serie di insufficienze strutturali ed organizzative tanto da renderli “inadeguati all’osservanza delle più elementari misure di prevenzione del covid”. La conclusione degli esperti è che né l’hotspot di Pozzallo, nè il Don Pietro di Cifali sono “idonei a ospitare soggetti positivi e a consentire l’esecuzione di una quarantena sicura”.

La task force coordinata da Cristoforo Pomara, ordinario di medicina legale, e composta da docenti universitari e ricercatori, rileva anche condizioni strutturali e dotazioni tecnologiche non adeguate. La task force non va al di là dell’analisi strutturale ed organizzativa dei 2 centri, ma è evidente che sulla base di questa relazione, il governatore Musumeci, che ha ingaggiato un serrato confronto con il governo nazionale sulla gestione dei migranti, premerà per chiudere i 2 centri. Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che non ravvisa nessuna sorpresa sulla bocciatura delle 2 strutture da parte della task force, dal momento che egli stesso, in tempi non sospetti, aveva più volte denunciato pubblicamente le carenze dell’hotspot della cittadina marinara iblea.