FOTO / La storia della cornacchia domestica “adottata” a Modica

FOTO / La storia della cornacchia domestica “adottata” a Modica

Può una cornacchia diventare un placido ed affettuoso animale domestico che si integra perfettamente con gli esseri umani, giocando con una bimba di 4 anni e addirittura anche con un cane corso e permettendosi anche il lusso di rubargli impunemente il cibo? Sembra incredibile, ma è proprio quanto accaduto ad una famiglia residente in una villetta alla periferia di Modica, che, dopo aver salvato il volatile da morte certa quando era ancora piccino, godono ancora oggi della sua infinita gratitudine. D’altronde il corvus cornix, ovvero la cornacchia grigia, è noto per la sua spiccata intelligenza, ed evidentemente l’uccello ha compreso di dovere la vita agli esseri umani, che se ne sono presi cura per parecchio tempo, nutrendolo e proteggendolo. Il volatile ha quindi “scelto” di abbandonare la sua natura “predatoria”, trasformandosi in un animale domestico.

“Una mattina, mentre eravamo come tutti chiusi in casa per il lockdown dovuto al covid, trovammo in giardino la cornacchia, ancora piccolissima: era caduta dal nido, spezzandosi una zampetta”, ci racconta Giorgio, il capofamiglia. “Capimmo subito che se non ce ne fossimo presi cura, la cornacchia sarebbe stata spacciata. E così, d’accordo con mia moglie Martina, la portammo da un veterinario di Ragusa specializzato in volatili, che la rimise in sesto. Poi seguimmo tutti i consigli fornitici dal professionista per farle riacquistare le forze. Ma la cornacchia, invece di volarsene via, ha alla fine preferito restare con noi”. Da allora Nerina è diventata di famiglia. Ora l’uccello mangia, gioca e pretende anche le coccole quotidiane: va pazza per i “massaggi” che la mandano in estasi. Ogni mattina, appollaiata sul ramo di un albero, la cornacchia osserva i componenti del nucleo familiare dalle finestre di casa e, appena escono, vola a salutarli, portando loro anche piccoli “doni” come ramoscelli e altro, come tangibile segno di affetto e gratitudine. Poi gioca con la piccola Alice, “beccando” delicatamente il cibo direttamente dalle sue manine.

Poi Nerina banchetta anche con il suo amico cane corso, un bell’esemplare femmina dal carattere docile, a cui sottrae cibo “extra” che poi sotterra in punti precisi, com’è nell’istinto di questi volatili. Questa dunque la singolare storia di Nerina, nata sotto il segno del covid e trasformatasi per caso nel primo esempio, perlomeno dalle nostre parti, di “cornacchia domestica”.