La gratitudine di una paziente all’equipe di neurologia di Vittoria

La gratitudine di una paziente all’equipe di neurologia di Vittoria

E’ colma di gratitudine la lettera inviata al direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa da parte di una paziente, da poco dimessa, che testimonia come nel reparto di neurologia dell’ospedale Guzzardi di Vittoria, durante la sua degenza, ha trovato, in primis, il dottore Antonello Giordano e la sua equipe, professionisti dotati di anche grande umanità, umiltà e rispetto, che, in delicate situazioni, non guastano mai. Di seguito la lettera in versione integrale, firmata dalla giovane paziente.

Egregio Direttore,
sento il bisogno di scriverle questa lettera perché è giusto che lei sappia come lavorano i dipendenti dell’Azienda Sanitaria di Ragusa.
Nello specifico desidero, brevemente, raccontarle la mia esperienza personale. Circa 2 mesi fa sono stata ricoverata a Vittoria nel reparto di neurologia. Ho registrato, da subito, un’accoglienza carica di umanità oltre che di professionalità. Tutti, e sottolineo tutti, hanno cercato di rassicurare me ed i miei cari, nonostante le mie condizioni si presentavano abbastanza complicate. Il Dott. Giordano, in particolare, ha capito sin da subito che bisognava fare indagini più specifiche per individuare il problema. E non si è dato tregua fino a quando non è riuscito a capire cosa avessi. Dopodiché è iniziato il percorso di cura specifico, in cui ho vissuto momenti bui e poveri di speranza. Ma, per mia fortuna, sono stata affiancata da un’equipe medica formata da persone speciali che, nonostante il covid-19 mi abbia tenuto lontano dai miei affetti più cari, sono riusciti a compensare questa mancanza con il loro supporto psicologico. Ad oggi, dopo la mia esperienza, posso dire che viviamo in una provincia dove la sanità funziona davvero. Ci tengo a far sapere la mia riconoscenza che provo per il dottore Giordano e la sua equipe. Un reparto che non ha nulla da invidiare a certe realtà. Anche questa provincia ha le sue eccellenze ed io posso gridarlo a voce alta.