Caso luci bicolore Modica, lavori bloccati da diffida. Un equivoco

Caso luci bicolore Modica, lavori bloccati da diffida. Un equivoco

Operai diffidati e lavori bloccati (seppure tardivamente). Gli operai che stavano procedendo da alcuni giorni alla sostituzione delle lampade a led nel centro storico di Modica, tra cui via Carlo Papa (foto sopra) e via Occhipinti, nel cuore del quartiere del Santissimo Salvatore, hanno ricevuto la diffida dall’ispettore della polizia locale Giorgio Ruta intorno alle ore 14 di martedì 12 maggio, quando questi operai avevano già montato in mattinata decine di lampade con la luce sbagliata (foto sotto).

Potrebbe essere questo l’ultimo atto di una vicenda che ha indotto molti residenti a protestare al centralino di palazzo S. Domenico e sui social a causa di una Modica diventata bicolore per la sostituzione delle vecchie lampade a luce calda (arancione) con quelle led a basso consumo ma a luce fredda, dando luogo ad un “variegato di luci” decisamente contrastante (qui l’articolo con foto gallery).

“Il caso è chiuso – dice secco al telefono il sindaco Ignazio Abbate – dal momento che non appena ci siamo resi conto che quanto deciso a suo tempo tra questo ente, la sovrintendenza e l’impresa appaltatrice non era stato rispettato, siamo subito intervenuti”. Nel frattempo, però, in buona parte del centro storico le lampade erano già state sostituite dai veloci operai. Lavori comunque bloccati (meglio tardi che mai) e si riprenderà utilizzando solo il tipo di lampade indicate nel famoso protocollo firmato il 4 marzo a Palazzo S. Domenico, che dovrebbero rispettare tutti i parametri dell’illuminazione artistica dei centri storici.

I primi 2 quartieri che godranno dell’illuminazione giusta saranno il Castello e Cartellone, tra i più scenografici della città e molto visitati dai turisti. Ma come si è arrivati però a questo paradosso? Ecco, in breve, quanto accaduto, a quanto pare a causa dei più classici “qui pro quo”: il protocollo prevede che la sovrintendenza dia le prescrizioni alla ditta appaltatrice per la sostituzione delle lampade a luce calda, di colore arancio, che da oltre un decennio illuminano vicoli e strade del centro storico.

Si prevede di utilizzare lampade a led a risparmio energetico di 2.200 gradi Kelvin che si avvicinano al colore originario e sostituiscano quelle installate lo scorso anno, a luce fredda, che tante polemiche avevano innescato. Fin qui tutto liscio, ma a questo punto scatta l’inghippo: la ditta appaltatrice, secondo quanto accertato dal primo cittadino, non avrebbe informato del protocollo l’impresa subappaltatrice scelta per proseguire la sostituzione delle lampade e quindi dell’obbligo di utilizzo di quelle con le specifiche del protocollo. La ditta subappaltatrice, di conseguenza, avrebbe ripreso i lavori installando luci praticamente bianche che contrastano con l’effetto “caldo” originario, dando luogo ad un effetto bicolore a dir poco stridente stridente in larga parte del centro storico della città.

Un pasticcio bloccato non proprio con tempestività, dal momento che nessuno ne avrebbe saputo niente, se non a fatto compiuto. Questa dunque la versione ufficiale della vicenda da parte del sindaco, che, dopo la diffida agli operai e il conseguente stop ai lavori, h assicurato che l’illuminazione artistica definitiva si concretizzerà nel minor tempo possibile, senza possibilità di ulteriori errori causati da presunti “difetti di comunicazione” tra ditta appaltatrice e quella che ha proseguito i lavori in subappalto.