Impianto biometano a Bellamagna: si attende la decisione del Tar

Impianto biometano a Bellamagna: si attende la decisione del Tar

L’amministrazione comunale preferisce attendere la decisione del Tar sull’impianto di Biogas di contrada Zimmardo Bellamagna. Fino a quella data non si parlerà dell’argomento in consiglio comunale. La mozione presentata dai gruppi di opposizione nella seduta del consiglio comunale tenutosi lunedì resta quindi inevasa perché la maggioranza ha accolto la proposta avanzata dal consigliere Rita Floridia di rinviare la discussione. La votazione presa a maggioranza ha sollevato più di un dissenso in aula tra il pubblico presente. Una ventina di cittadini pozzallesi che non hanno gradito affatto il modo di affrontare il problema da parte dell’amministrazione Abbate. I componenti del Cspa (comitato spontaneo di cittadini per la tutela della salute e dell’ambiente a Pozzallo) hanno chiesto al sindaco di Modica Ignazio Abbate di far conoscere la sua posizione e di decidere sulla revoca dell’autorizzazione dell’impianto di biometano che dovrebbe sorgere alle spalle dell’agglomerato urbano di Pozzallo, ritenuto dai dissidenti “Una minaccia alla salute di molti, a vantaggio del profitto di pochi”. Il Cspa insiste nella sua battaglia e ha chiesto a quanti hanno competenze specifiche il loro contributo per suggerire e proporre interventi sul territorio per la tutela dell’ambiente.

“Considerato il forte impatto dell’ambiente sulla salute – si legge in un comunicato – nasce l’esigenza di un sistema di sorveglianza che sia in grado di monitorare l’andamento dello sviluppo economico, i servizi alla collettività, l’area industriale, le criticità in ambito agricolo, lo stato di salute del mare e degli arenili, il quadro epidemiologico sul territorio. Una buona salute pubblica ed un sano contesto ambientale, giovano a tutti i settori e all’intera società, costituendo una risorsa preziosa”. Sulla vicenda avevano di recente preso posizione anche il Vescovo della diocesi di Noto Monsignor Antonio Staglianò e la Confcommercio, auspicando un confronto costruttivo tra le parti in causa per addivenire ad una soluzione condivisa.

LA RECENTE RIUNIONE DELLA CONFCOMMERCIO SULLA VICENDA
I direttivi sezionali di Confcommercio dell’area modicana, vale a dire Modica, Ispica, Scicli e Pozzallo, si sono riuniti nella sede pozzallese dell’associazione di categoria per fare il punto sulla controversa questione riguardante la realizzazione dell’impianto di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna, territorio di Modica ma proprio alle porte della città marittima di Pozzallo. All’incontro hanno partecipato, oltre ai componenti dei direttivi in questione, il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, e l’on Giorgio Assenza. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno espresso, all’unanimità, una serie di perplessità, anche consistenti, sull’iter portato avanti e sull’ubicazione dell’impianto. E’ stato auspicato che, a fronte di scelte così importanti, il coinvolgimento dei territori nella maniera più estesa possibile diventi un modus operandi obbligato. Anche sulla programmazione, è stato detto, si rende necessaria una logica di coinvolgimento in grado di garantire delle risposte che si possano definire all’altezza della situazione. L’on. Assenza, dal canto proprio, ha annunciato che martedì mattina, a Palermo, ci sarà, sulla delicata vicenda, una riunione congiunta della terza commissione, Attività produttive, e della quarta commissione, Ambiente e territorio, all’Ars.

Il sindaco Ammatuna ha manifestato la forte rimostranza della collettività a fronte della realizzazione di un impianto che rischia di mettere seriamente a rischio la qualità dell’aria e non solo. I direttivi Confcommercio del comprensorio modicano, dopo avere preso atto delle varie posizioni emerse, hanno formalizzato un invito specifico ai Consigli comunali dei quattro comuni interessati affinché, a loro volta, possano esprimersi sul controverso caso. Inoltre, Confcommercio ha auspicato che, per il futuro del territorio, le linee di sviluppo possano diventare oggetto di confronto con le associazioni di categoria proprio per evitare fughe in avanti di cui non si comprendono le ragioni e per concertare un modello di crescita che vada bene per tutti, rispondendo alle reali esigenze dell’area di riferimento.