Screening e ricerca di idrocarburi: da Ragusa si è fatto chiarezza

Screening e ricerca di idrocarburi: da Ragusa si è fatto chiarezza

Ampia partecipazione, ma non quella che ci si attendeva, al sit-in svoltosi venerdì scorso a Ragusa contro lo screening e la ricerca di idrocarburi. Bosco Santo Pietro, Alto corso del fiume Irminio, Torrente Prainito, Alto corso del fiume Asinaro, Cava Piraro e Cava Carosello, Cava Palombieri e Fiume Tellesimo: sono le aree interessate dalla ricerca degli idrocarburi per le successive trivellazioni. Le comunità coinvolte sono divise in zone: 3D (Centrale), 2D (Nord Ovest), 2D (Sud Est) e interessano 3 province: Ragusa (comune capoluogo, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo, Giarratana, Modica, Comiso) Siracusa (Palazzolo Acreide, Rosolini, Buscemi) e Catania (Caltagirone, Mazzarrone, Licodia Eubea) per un totale d’area di circa 6.000 chilometri quadrati. I residenti delle zone interessate si sono adoperati, nelle sedi istituzionali, ad opporsi a tale decisione, rimarcando, stando alle loro motivazioni, “La illegittimità dell’atto sia in termini procedurali (mancato coinvolgimento delle maestranze locali), sia per l’impatto ambientale in una zona dalle valenze geologiche, storiche, archeologiche e architettoniche uniche e ad alta vocazione turistica”.

Promotore ed organizzatore dell’evento il consigliere comunale di Modica Alessio Ruffino, secondo cui “Si è tracciata una linea ben definita tra chi ha detto la propria e chi, pur essendo stato invitato, volutamente non c’era. Non c’è bisogno quindi di ulteriori atti nei consigli comunali con punti all’odg, mozioni o comunicati perché sarebbe pura poesia e avere una idea diametralmente opposta”. Hanno contribuito con il loro apporto, ma impossibilitati ad essere presenti, i sindaci di Ispica, di Noto, dì Caltagirone e l’assessore siracusano Fabio Granata, oltre all’onorevole Stafania Campo. Presenti il sindaco di Modica e il sindaco di Rosolini che hanno voluto marcare quello per cui si sono già mossi con i ricorsi al Tar (in adiuvandum quello del M5S e di cui respinta solo la sospensiva e non il ricorso come hanno più volte ridetto i detrattori) e che rimangono in essere insieme a quello di Legambiente nazionale, Italia Nostra, Wwf e ZeroWaste. Inoltre si è ancora una volta fatto appello ai privati proprietari dei terreni iblei di non concedere l’autorizzazione ad entrare nella proprietà.

La rappresentante di Legambiente Ragusa Nadia Tumino ha sottolineato come è possibile che una legge regionale ha avuto la meglio su una nazionale per aver concesso questa autorizzazione a fare ricerca e come poi riportato dal dott. Moscuzza di NoTriv ValDiNoto nel perseguire nel segno di una manifestazione regionale a Palazzo d’Orleans. Il consigliere Alessio Ruffino ha quindi ringraziato tutti i colleghi consiglieri presenti, rimarcando al contempo le assenze politiche sul piano non solo di altri sindaci iblei, ma anche su quello regionale e provinciale. “Si deve quindi puntare – dice Ruffino – ad un modello di sviluppo turistico, architettonico, culturale, gastronomico e sostenibile, invece di perseguirne ancora oggi uno che non ha futuro. Si ci sta organizzando già per le prossime azioni che coinvolgeranno anche altri ambiti e la popolazione iblea. Questo è stato solo un termometro – conclude Ruffino – per misurare innanzitutto la volontà delle maestranze locali e da che parte stanno, perché si dovrà rendere conto ai propri concittadini”.