I netturbini di Modica incrociano le braccia e chiedono rispetto

I netturbini di Modica incrociano le braccia e chiedono rispetto

La protesta monta. Gli 80 dipendenti della Igm, che gestisce il servizio di igiene urbana in città, si sono fermati per l’intera giornata di lunedì e si sono riuniti davanti a Palazzo S. Domenico, sede del comune di Modica. Le conseguenze si sono subito viste nei quartieri e le campagne con cassonetti e mastelli ricolmi e traboccanti di pattume. La situazione non promette nulla di buono se l’amministrazione non provvederà al più presto a versare nelle casse della Igm risorse sufficienti per pagare i 3 stipendi arretrati e parte della 14ma. La proposta dell’amministraziomne comunale di pagare metà dello stipendio di agosto è stata giudicata irricevibile da parte dei 3 responsabili territoriali del sindacato unitario di Fp Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, rispettivamente Salvatore Tavolino, Nino Giannone e Silvio Balsamo. “La frustrazione dei lavoratori – si legge nel comunicato – è palpabile perché la situazione si è avviluppata su se stessa per le difficoltà dell’amministrazione di pagare le rate previste dal contratto con la Igm. A nulla è valsa, tra l’altro la firma del protocollo di intesa firmato in prefettura e che sembrava avere avviato la vertenza sulla retta via. Il protocollo firmato prevedeva scadenze puntuali che sono state disattese a Palazzo S. Domenico e non è escluso che la trattativa possa riaprirsi davanti al tavolo convocato in Prefettura. I netturbini – conclude la nota – ritorneranno al lavoro, ma sullo sfondo ci sono 2 giorni di sciopero e una decisione sarà assunta venerdì prossimo, quando i lavoratori torneranno a riunirsi”.