A Pozzallo si discute dell’impianto di biometano. A Modica no

A Pozzallo si discute dell’impianto di biometano. A Modica no

Il consiglio comunale di Pozzallo ha, all’unanimità, proposto di fissare la data per una prossima seduta aperta sulla questione relativa al nuovo impianto di biometano che si intenderebbe realizzare a ridosso della città di Pozzallo, in contrada Zimmardo Bellamagna, zona ricadente comunque in territorio di Modica. Su questa questione è intervenuto il presidente del consiglio comunale Quintilia Celestri: “Non posso che esprimere grande soddisfazione per la convocazione di un consiglio Comunale aperto su una tematica che sul piano ambientale , sanitario, ecologico e politico, non può che essere portata all’attenzione di tutta la cittadinanza, così da rendere tutti i cittadini partecipi delle problematiche politiche ed ambientali di cui l’amministrazione comunale si sta facendo carico”. Il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna si era già dichiarato contro questa iniziativa, almeno non prima di approfondirla nei dettagli. Ancora silenzio invece da Modica, dove sindaco e amministrazione comunale non si sono espressi sulla vicenda, dopo il rilascio del nullaosta da parte del Suap. L’opposizione aveva chiesto che della vicenda se ne discutesse in consiglio comunale, ma ancora nessuna data per una seduta ad hoc è stata ancora fissata dal presidente della civica assise.

LE PERPLESSITA’ SULL’IMPIANTO DI BIOMETANO
La concessione rilasciata dal Suap di Modica, per la realizzazione di un impianto di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna, sta suscitando molte perplessità, tra le forze politiche locali e le associazioni ambientaliste. A prendere posizione sulla vicenda è il Comitato 100 passi, che, in una nota a firma dell’avvocato Antonio Ruta, spiega quali sono le potenziali conseguenze. “Sul piano estetico paesaggistico – si legge nella nota – un impianto di biomassa, per le sue stesse caratteristiche, non è un fatto ad impatto zero sull’ambiente, se si pensa a lungo termine, cioè alla sua naturale fase di invecchiamento e successiva dismissione, ma anche perché la produzione di biocarburante richiede un sacrificio importante in termini di bilancio carbonico (per il reperimento delle materie). Realizzata mediante fermentazione o digestione anaerobica controllata, poi, è un’attività molto delicata che deve essere condotta con estrema attenzione, perché richiede protocolli di sicurezza proporzionati all’alto standard dei rischi connessi nonché specifici sistemi di smaltimento degli scarti di produzione. Inoltre, la presenza di impianti di biomassa può avere ripercussioni di vario genere, anche molto significative, sul territorio locale circostante e sulla vita dei cittadini: ricordiamo che i digestati producono clostridi, gas botulinici e agenti patogeni spesso resistenti ai trattamenti standard.

Da un punto di vista strettamente politico – prosegue Ruta – dobbiamo constatare che ancora una volta, così come accadde nella zona Sic a Marina di Modica e come sta accadendo per le prospezioni petrolifere, il nostro territorio è oggetto di “iniziative” da parte di singoli gruppi imprenditoriali, senza il preventivo coinvolgimento della comunità, e ciò nel totale silenzio degli amministratori locali. Contrariamente all’attuale classe dirigente, noi crediamo fermamente nei processi democratici di governo del territorio, i cui primi ed unici “azionisti” sono le popolazioni che ivi risiedono e per questo motivo riteniamo indispensabile che i cittadini vengano informati e, soprattutto, chiamati ad esprimersi preventivamente. In conclusione, poi, ricordiamo che il solo prefisso “bio” non rappresenta una scelta automaticamente ecosostenibile e che nemmeno lo “sviluppo economico”, da sempre imposto dietro il prezzo delle “opportunità occupazionali” (arma questa molto usata, nel mondo, dalle lobby degli inquinatori globali), può giustificare le ferite che abbiamo inferto o quelle che potremmo, anche inconsapevolmente – chiude il comunicato – continuare ad infliggere al nostro pianeta e a noi stessi.

PD: “SE NE DISCUTA SUBITO IN CONSIGLIO COMUNALE”
Anche il Partito Democratico interviene sulla questione con una nota. “Non passa di certo inosservato – si legge – il rilascio dell’autorizzazione a costruire in contrada Zimmardo Bellamagna un impianto di produzione di biometano della dimensione di circa 8 ettari e con edifici, torre camino compresa, alti ben 13 metri circa. Ciò innanzitutto per l’effetto dejà vu, perché detto impianto nascerebbe nella stessa contrada dove una decina di anni fa si voleva realizzare un kartodromo. All’epoca quel progetto fu bloccato per il palese impatto ambientale su una zona ove insiste la caratteristica macchia mediterranea. Per un paradosso italico, e ancor più modicano, oggi si concede sugli stessi luoghi la possibilità di costruire qualcosa di ben più invasivo, come impatto ambientale ed anche visivamente, di una pista di go kart.

Non si capisce, poi, perché un impianto di queste dimensioni non venga allocato all’interno della zona Asi di cui il Comune di Modica è dotato. Ci associamo, infine, alla richiesta proveniente da altre forze politiche volta a far sì che tutte le problematiche relative a questo progetto, data la sua incidenza sul territorio anche per i profili di salubrità pubblica, non siano affidate a un semplice iter burocratico – conclude la nota – ma siano discusse in consiglio comunale e approfondite nei modi più adeguati”.

LE PROPOSTE DEL CIRCOLO MELOGRANO LEGAMBIENTE MODICA
“Legambiente segue con molta attenzione da diversi anni lo sviluppo della produzione del biometano in Italia ritenendo tale produzione una importante risorsa strategica in una prospettiva di decarbonizzazione del settore energetico e dei trasporti”: comincia così un comunicato del circolo Melograno Legambiente Modica, che si dice perplesso sulle modalità fin qui adottate per l’impianto che dovrebbe sorgere in contrada Zimmardo Bellamagna. “La valorizzazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e delle biomasse di scarto di origine agricola e zootecnica – si legge nel comunicato dell’associazione ambientalista – costituisce senz’altro un elemento fondamentale nell’ambito del nuovo scenario dell’economia circolare europea. In tale ottica Legambiente ha organizzato poche settimane fa il 3° convegno nazionale sul biometano per favorire la produzione di questa fonte di energia rinnovabile, attraverso una corretta pianificazione e comunicazione sugli impianti di produzione, così da facilitare l’accettabilità degli stessi da parte dei vari territori e comunità.

Due le proposte fondamentali avanzate da Legambiente nel convegno: una campagna di informazione capillare su che cosa sia il biometano “fatto bene” e l’attivazione di processi di partecipazione territoriale. Tutto ciò con l’obiettivo di favorire la produzione di questa fonte di energia rinnovabile attraverso una corretta pianificazione degli impianti di produzione in modo da rendere lo sviluppo del biometano strategico per ridurre la dipendenza dalle fossili e per raggiungere gli obiettivi dell’economia circolare, a partire dalla chiusura del ciclo dei rifiuti organici.

Nel caso che riguarda il nostro territorio – prosegue la nota – risulta evidente la mancata applicazione di queste prassi. Rimaniamo molto perplessi sulla collocazione dell’impianto e non comprendiamo come sia stato possibile il mancato coinvolgimento del territorio e dei cittadini ivi residenti per una scelta che appare discutibile. Così il Biometano non può svilupparsi e rischia di trasformarsi da possibile risorsa ad una serie infinita di scontri con i territori. Motivi per cui il circolo Legambiente Melograno di Modica ritiene imprescindibile il coinvolgimento di tutte le parti interessate, cittadini e associazioni comprese. A tal proposito non ci è chiaro: quali valutazioni sono stata svolte sulla collocazione dell’impianto; quale materia l’impianto andrà a valorizzare, scarti di produzione o rifiuti; quanta materia in ingresso è prevista; quale sarà il bilancio complessivo di consumi ed emissioni di gas serra per evitare che i benefici siano marginali. Certi che impianti per la valorizzazione dei materiali organici costituiscano beni di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza – conclude la nota – facciamo appello alle parti interessate a rendere chiari gli aspetti sopracitati.

COSA SUCCESSE IN PRECEDENZA CON LA VICENDA KARTODROMO NELLA STESSA ZONA
Eppure la storia di contrada Zimmardo Bellamagna dovrebbe insegnare qualcosa perché la vicenda del kartodromo, la cui costruzione, poi bloccata, fu autorizzata 14 anni fa senza colpo ferire, portò dopo una lunga battaglia politica, denunce e prese di posizione, ad un processo a carico di 2 imprenditori modicani, conclusosi con una condanna in primo grado e con la dichiarazione di prescrizione in appello. Il tribunale dichiarò illegittime le autorizzazioni per incompetenza dei soggetti che avevano rilasciato i permessi e soprattutto perché l’area, di grande pregio paesaggistico e naturalistico, era sottoposta a vincoli per la presenza della macchia mediterranea; fu ordinata la demolizione dei manufatti e condannò gli imprenditori e anche i tecnici al risarcimento dei danni da determinarsi in separato giudizio. Oggi le condizioni di contrada Zimmardo Bellamagna, cui fa riferimento quella sentenza, non sono mutate ma si pensa ad un impianto di biometano che dal punto di vista dell’impatto ambientale ha caratteristiche ben più impattanti di un kartodromo.

LE PERPLESSITA’ SULL’ITER E IL SILENZIO DELL’AMMINISTRAZIONE ABBATE
Ancora una volta l’iter per un intervento su circa 8 ettari di territorio incontaminato e ricco di vegetazione mediterranea non convince soprattutto perché l’autorizzazione per un impianto di biomassa da realizzare è stata rubricata a Palazzo S. Domenico come una normale autorizzazione da parte dello sportello Unico (Suap) e non inquadrata, invece, da parte dell’amministrazione, come un forte intervento di impatto che avrebbe richiesto una valutazione, prima che tecnica, politica. Sulla vicenda, peraltro, si registra ad oggi il silenzio dell’amministrazione comunale retta dal sindaco Ignazio Abbate, che non ha ritenuto finora di dire la sua e spiegare i vari passaggi, presenti e futuri.

IL PRECEDENTE INTERVENTO DI VITO D’ANTONA DI SINISTRA ITALIANA
“Il Comune di Modica rilascia una autorizzazione per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna, ma sulla vicenda lo stesso ente ha detto poco o nulla e questo punto ritengo che debba essere il consiglio comunale a fare luce su quanto sta accadendo e trovi tutte le risposte necessarie”: lo dichiara Vito D’Antona di Sinistra Italiana. “Secondo quanto riportato dal Corriere di Ragusa – prosegue D’Antona – l’impianto, che si estenderebbe in un’area di 8 ettari, prevederebbe 7 vasche di circa 8 metri di altezza e di 26/32 metri di larghezza, di due torri alte 12,30 metri, di una, definita di emergenza, di 10 metri di altezza, e di un camino alto 12,5 metri, oltre a diversi altri edifici destinati alla produzione di biometano. Manifestiamo le nostre perplessità in merito alla scelta di ubicare la realizzazione di un impianto di tali dimensioni al centro di un’area ritenuta tra le più suggestive e rappresentative del nostro territorio.

In questo modo si torna indietro di circa 15 anni, quando negli anni 2004 e 2005 la zona di Zimmardo Bellamagna e quelle limitrofe di Cava Gisana e Coste dell’Olio furono interessate dalla previsione di costruire un kartrodomo, un impianto per il trattamento di biomasse e un impianto per il trattamento dei rifiuti che ne avrebbero stravolto la fisionomia. Allora – continua D’Antona – la mobilitazione popolare dei residenti e dell’Associazione Pro Sviluppo Marina di Modica, il ruolo positivo ed unanime del Consiglio Comunale, da un lato, ed un ulteriore e più approfondito esame della documentazione dall’altro, oltre al buon senso delle parti in causa, condusse ad evitare l’allocazione in quelle zone degli impianti.

Inoltre, proprio quella mobilitazione ebbe il merito di fare approvare alla Regione nel 2006 un provvedimento di vincolo archeologico e l’avvio, nel 2009, della richiesta di istituzione del parco per Cava Gisana. Riteniamo che, fermo restando la verifica rigorosa e puntuale sul rispetto delle normative a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, di cui l’Amministrazione Comunale ha il dovere di farsi garante, attività di tali dimensioni e caratteristiche ragionevolmente devono trovare posto nelle aree destinate ad impianti industriali, come per esempio le Asi. Il problema resta aperto non può essere relegato a mero fatto burocratico degli uffici. Ci rivolgiamo al Consiglio Comunale, affinché, in rappresentanza della città, come già avvenuto in passato – conclude D’Antona – approfondisca la questione in tutti i suoi aspetti e dia risposte ai cittadini”.

IL SINDACO DI POZZALLO ANNUNCIA LE BARRICATE SULL’IMPIANTO DI BIOMETANO
Il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna lancia l’allarme circa la concreta possibilità che si realizzino a breve, in contrada Zimmardo Bellamagna e nella zona industriale Modica Pozzallo, 2 impianti di produzione di biometano. “L’Amministrazione comunale si adopererà con tutte le forze ed in tutte le sedi possibili – dice Ammatuna – per controllare se la paventata realizzazione di queste strutture potrebbe portare conseguenza negative per la città di Pozzallo e per i suoi cittadini. Comunque è inaccettabile – continua Ammatuna – che nessuno abbia segnalato nulla, perché anche se ricadono nel territorio del comune di Modica, queste zone si trovano alle porte della città di Pozzallo. Le problematiche ambientali vanno affrontate congiuntamente, senza distinzioni o appartenenze – conclude Ammatuna – perché le battaglie contro l’inquinamento non sono contro qualcuno ma a favore di tutti e per questo chiedo ad associazioni, movimenti e liberi cittadini di fare fronte comune”.

TUTTO QUEL CHE C’E’ DA SAPERE SULL’IMPIANTO DI BIOMETANO
Comincia a muoversi qualcosa di concreto in merito all’impianto di biometano in contrada Zimmardo Bellamagna a Modica: è stato difatti emesso dal VII settore Suap del comune di Modica, tramite la procedura del provvedimento unico, il permesso per la realizzazione di un “Impianto di produzione di biometano con produzione media di circa 499 standard metri cubi ora” in contrada Zimmardo Bellamagna, nelle campagne modicane. Il progetto approvato, che si sviluppa su di un’area di poco meno di 8 ettari, prevede la costruzione ex novo di un locale ufficio e per civile abitazione sviluppato su 2 piani e la realizzazione di 7 vasche di lavorazione di larghezza 26/32 metri per un’altezza di 8 metri. E poi ancora un distributore di gasolio, un sistema di desolforazione con 2 torri alte 13,20 metri, una torre di emergenza di 10 metri ed un sistema di espulsione dell’off – gas che sarà comunque costituito da un camino alto circa 12,5 m che garantirà la dispersione in atmosfera dei gas di scarico.

All’interno dell’impianto si prevede di realizzare un locale utilities, nel quale troveranno alloggio le apparecchiature per la gestione e controllo dell’intero impianto, un laboratorio, un magazzino, i servizi igienico sanitari ed un alloggio per il custode. L’edificio sarà realizzato con struttura in cemento armato portante, tamponamenti in laterizio intonacati e manto di copertura in lamiera di alluminio. All’interno dei locali sono previsti impianto elettrico e di illuminazione. L’intervento autorizzato è da considerare di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza.