Vertice su raddoppio canone occupazione suolo pubblico

Vertice su raddoppio canone occupazione suolo pubblico

I costi per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei commeciarti è praticamente raddoppiato e il malumore è crescente tra i titolari di bar, pub, ristoranti e paninerie. L’amministrazione vuole correre ai ripari per ascoltare e possibilmente imprimere una correzione ad una serie di provvedimenti che non convincono affatto un comparto che gioca un ruolo primario nell’accoglienza dei turisti ma anche nell’offrire spazi di intrattenimento soprattutto lungo il corso Umberto. Lunedì il sindaco Ignazio Abbate ha convocato una riunione dei rappresentanti di categoria del commercio a cominciare dalla Cna che negli scorsi giorni ha preso le distanze da amministrazione consiglio comunale. Il responsabile comunale della Cna, Carmelo Caccamo , ha messo il dito sulla piaga: “La delibera della Giunta comunale dello scorso marzo e la deliberazione susseguente del Consiglio comunale avente ad oggetto “modifiche al regolamento comunale per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), ha determinato un aumento dei canoni che ci sembra alquanto spropositato”. Inoltre il canone non è più concesso per un determinato periodo di tempo ma deve essere pagato per tutto l’anno. Così pizzerie e ristoranti che nella bella stagione ricorrono a tavoli fuori dai locali dovranno pagare anche nei mesi invernali una tassa che ritengono iniqua.

Altro punto dolente è la dotazione, entro 6 mesi dalla data della richiesta di occupazione del suolo pubblico, di sedie e tavoli che si devono uniformare a precisi canoni estetici. Dice il titolare di un caffè lungo il corso Uberto: “Chi ha investito soldi in nuovi tavoli e dotazioni varie si ritrova ora a cambiare di nuovo per uniformarsi. Una penalizzazione che sconta la fretta con cui questa delibera è stata pensata ed approvata”. Il nuovo regolamento introduce poi oneri giudicati eccessivi per chi vorrebbe dotarsi di strutture fisse per sfruttare gli spazi anche in inverno. Una tariffa da 250 euro a metro quadrato che ha scoraggiato i più anxche perché di turisti in qquesta stagione sono diminuiti.

Dice ancora il rappresentante della Cna: “Occorre trovare una via d’uscita che garantisca le esigenze degli operatori Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, chiediamo alla Giunta municipale di fare altrettanto”. Gli operatori insorgono poi per il continuo rilascio di licenze commerciali che hanno fatto diventare ormai il corso Umberto un unico lungo caffè-ristorante all’aperto, dove è difficile anche passeggiare e muoversi. Molte nuove licenze sono state rilasciate prevedendo solo l’asporto e non il consumo davanti a bar e paninerie ma le limitazioni non vengono praticamente rispettate perché tavolini, sgabelli e panche proliferano a discapito di chi paga l’occupazione del suolo pubblico e di quanti vorrebbero passeggiare in modo sicuro e senza “slalom” dai marciapiedi alla strada.