L’ultimo saluto a Don Carmelo Lorefice nella sua S. Pietro

L’ultimo saluto a Don Carmelo Lorefice nella sua S. Pietro

La chiesa netina, la città, la comunità tutta si è ritrovata per l’ultimo saluto a Don Carmelo Lorefice. I funerali si sono tenuti nella chiesa che è stata la casa del parroco prima e dell’arciprete dopo per quasi cinquanta anni. Un commiato sentito ma misurato con parole pacate ma dense che hanno dato la dimensione vera e giusta sia dell’uomo ecclesiastico sia dell’uomo di cultura. Il ricordo è stato affidato a Mons. Corrado Lorefice che è stato proprio il successore di Don Carmelo alla guida della parrocchia e che al suo magistero si è formato. Maurilio Assenza, direttore diocesano della Caritas, a nome della comunità, ha significato il suo grazie per avere avuto a fianco di tutti un uomo ed un prete che “ci ha voluto bene”. In gran numero parroci e diaconi della diocesi che hanno seguito il vescovo Mons. Antonio Staglianò che ha concelebrato la cerimonia funebre. Il vescovo si è rammaricato di aver conosciuto solo per poco tempo Don Lorefice, dal quale era stato chiamato per una tre giorni di teologia alla Domus Petri nel 1999, ed ha lasciato la parola all’arcivescovo di Palermo che non ha voluto mancare per l’occasione. La sua testimonianza è stata incentrata sul discorso della Montagna, sul sermone delle beatitudini che raccoglie la sintesi dell’essere cristiano.

L’incarnazione di quello che è stato Don Lorefice nella sua vita pastorale. Uomo che ha vissuto la chiesa dei poveri, che ha testimoniato la fee, che ha accolto con sorriso famiglie e giovani, che ha saputo ascoltare e si è calato nella comunità. Un uomo dalla cultura profonda ma mai ostentata e usata come potere, dal rigore intellettuale che ha praticato la disciplina del silenzio. La chiesa di Don Lorefice, il suo Vangelo, è stato fatto di sorriso, di felicità di gioia, di accoglienza ed è stato per questo anticipatore del messaggio di Papa Francesco.