Il sindaco Abbate cambia le lampade a Modica: saranno “calde”

Il sindaco Abbate cambia le lampade a Modica: saranno “calde”

L’amministrazione Abbate è pronta cambiare le lampade nel centro storico della città. Saranno utilizzate lampade calde a led di 2.300K con un impatto più tenue rispetto alle lampade attuali e con una colorazione che si avvicinerà dunque a quelle gialle che sono state man mano sostituite. L’amministrazione in un comunicato ha anche precisato che l’intervento sugli impianti ha riguardato solo la lampada ma non il corpo illuminante e che si è attenuta nell’ambito del Paes ad eliminare, come suggerito dalla normativa europea, le lampade al Sodio Alta pressione con scarso rapporto lumen/Watt (scarsa efficienza energetica). Il sindaco Ignazio Abbate sorvola sulle precisazioni puntuali del sovrintendente ai Beni culturali Calogero Rizzuto, che aveva parlato senza mezzi termini di un progetto mai portato all’attenzione della Sovrintendenza. Il sindaco non parla neppure della denuncia presenta alla Procura proprio per un intervento considerato “abusivo” dalla stessa Sovrintendenza. L’amministrazione ricorda invece che “I criteri ambientali minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose (Decreto Ministero Ambiente 27 settembre 2017) si limitano a consigliare all’interno dei centri abitati sorgenti luminose con temperature di colore non superiore a 4000 K”. Dice il sindaco: “Seguiremo con molta attenzione lo sviluppo della tecnologia a led andando ad acquisire di volta in volta quelli sempre più “caldi” che il mercato offre in modo da salvaguardare il più possibile il nostro panorama unico”.

“PROGETTO FANTASMA”: LA DENUNCIA IN PROCURA DELLA SOVRINTENDENZA
Il progetto non esiste, l’impianto è abusivo e pertanto è scattata la denuncia alla procura di Ragusa da parte della sovrintendenza. Mai come nel caso delle nuovi luci a led c’era bisogno di fare chiarezza, ed il sovrintendente ai beni culturali Calogero Rizzuto non si sottrae alle dichiarazioni in merito, dopo il rincorrersi di indiscrezioni e prese di posizione. Dice il sovrintendente a Corriere di Ragusa: “Non voglio fare nessuna polemica, ma sento il dovere di fare chiarezza. Al nostro ufficio non è mai stato presentato alcun progetto riguardante i nuovi corpi illuminanti bianchi a led. Questo è anche il motivo per il quale né io, né altri funzionari abbiamo effettuato alcun sopralluogo a Modica. Ho appreso dalla sostituzione delle lampade giovedì scorso, mentre andavo a Palermo grazie alle decine di telefonate arrivatemi da parte di molti cittadini. Ho subito allertato l’ufficio ed abbiamo approfondito la questione. Non risultava e non risulta alcun progetto. Questo il motivo per cui i lavori sono stati sospesi già lunedì e la sovrintendenza, così come accade per qualsiasi cittadino, ha dovuto presentare denuncia alla procura perchè l’impianto è formalmente abusivo. Gli enti pubblici si devono attenere alla documentazione, agli atti ed alle autorizzazioni e procedere di conseguenza”.

Rizzuto non manca di sottolineare l’alto valore che riveste un impianto di illuminazione per un centro storico delicato e sensibile come quello di Modica dove si trovano palazzi nobiliari, chiese patrimonio Unesco e beni architettonici di pregio. Da qui il dovere di procedere con cautela, di verificare, di studiare tutte le possibili soluzioni grazie anche alle alternative offerte dal mercato pur rispettando la necessità del risparmio energetico. Per fortuna non ci sono danni irreparabili provocati dalle nuove luci a led bianche ed è ipotizzabile che le circa 10.000 lampade saranno sostituite. “Ognuno si assuma le proprie responsabilità – conclude Calogero Rizzuto- Non è il caso di fare il gioco dello scaricabarile perchè siamo disponibili al confronto e pronti a lavorare”.

IL CAMBIO DELLE LUCI “SULLA PAROLA”?
Bianche o arancioni. Sui corpi illuminanti del centro storico è cominciata la guerra delle carte e probabilmente la corsa allo scaricabarile. L’installazione, poi sospesa, di lampadine a led a luce calda, ma di colore bianco, al posto delle tradizionali lampade di color arancione, installate agli inizi degli anni 90, mette di fronte sovrintendenza e uffici comunali. Il sovrintendente, dopo mesi di silenzio, ha scritto al sindaco Ignazio Abbate chiedendo il ritorno allo stato precedente e quindi la rimozione delle lampade bianche ma per Giorgio Belluardo, prima da assessore, ed ora quale delegato del sindaco per il centro storico, la partita non si chiude qui. L’ufficio per il centro storico ha avuto mandato di approntare una risposta per la sovrintendenza, mettendo in chiaro che l’iniziativa di sostituire le lampade non è stata autonoma, ma concordata. Il punto è che tutto è stato fatto sulla parola, non ci sono carte scritte o comunque una corrispondenza sulla questione. Le proteste, le petizioni, le prese di posizione dei residenti hanno poi indotto un cambiamento di rotta ed ora sovrintendenza e amministrazione si trovano a dovere sbrogliare la matassa. Ci vorranno probabilmente altri soldi se bisognerà fare un passo indietro, ma di sicuro i 2 enti non ne escono bene.